Bianchi afflitti dal mal di trasferta: poca personalità
Un solo punto lontano dal Nespoli, peggio solo tre squadre Geroni ammette: «Fuori casa necessario il salto di qualità»
OLBIA. Un dato si impone, nelle prime sette partite dell’Olbia in serie C: è una squadra dai due volti, tanto sicura in casa quanto fragile in trasferta.
Episodi a parte, che nel calcio hanno spesso un certo peso, e maggior ragione in un girone equilibrato come quello dei bianchi, sono i numeri, e ora un po’ anche i giocatori, a dire che l’Olbia cambia, se non tatticamente, certo psicologicamente a seconda che giochi al vecchio Nespoli o negli stadi delle avversarie.
L’Olbia ha 8 punti, è nella parte medio bassa della classifica, e di questi 8 punti ben 7 li ha raccolti al Nespoli, con due vittorie (1-0 alla Pro Piacenza e 1-0 al Livorno) e un pareggio (2-2 con la Lucchese). Fuori dalle mure amiche, in cui ha giocato 4 partite, ha incassato solo un punto, con il pareggio di Pontedera per 0-0. Per il resto, tre sconfitte: 2-1 col il Renate al debutto assoluto, 1-0 con la Lupa Roma e, domenica scorsa, 2-1 con il Piacenza.
Peggio dell’Olbia, in trasferta, hanno fatto solo tre squadre, che sono Prato, Carrarese e Racing Roma: non hanno mai vinto né pareggiato. Come l’Olbia, sempre in trasferta, ci sono altre due squadre, che sono Pontedera e Lupa Roma: un punto pure per loro.
Rovesciando il punto di vista della classifica, ovvero contando solo i punti fatti in casa, l’Olbia è invece da primato. Meglio di lei hanno fatto solo quattro squadre: Viterbese, Renate e Arezzo, con 10 punti presi (non conteggiamo l’Alessandria, impegnata ieri sera nel posticipo).
Dunque, la differenza di rendimento fra le partite in casa e quelle in trasferta c’è, nell’Olbia, ed è una delle più marcate nel girone.
Una possibile spiegazione, sempre episodi a parte, come sottolinea spesso l’allenatore dei bianchi Mignani, è abbastanza evidente: l’Olbia è al debutto in serie C, l’Olbia è più giovane anagraficamente delle avversarie, e tutto questo, per ora, si traduce in meno sicurezza fuori dalla cinta muraria del Nespoli. Che questo sia non un problema, ma il problema, l’ha ammesso anche Enrico Geroni, primo giocatore a esprimersi chiaramente su questo punto, dopo il ko con il Piacenza: «Serve compiere il definitivo salto di qualità, cercando di guadagnare in personalità e quindi in capacità di esprimersi alla stessa maniera in casa come in trasferta». E questo lo dovranno fare lui, i compagni, e l’allenatore per loro e con loro. (g.pi.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
