Cagliari, il sogno di Borriello: tornare in nazionale
L’attaccante rossoblù è seguito dal ct Giampiero Ventura Pisacane la sorpresa più bella: «Ora lavorerò ancora di più»
CAGLIARI. «Marco merita la Nazionale». Parole di Andrea D’Amico, procuratore di Marco Borriello. L’attaccante del Cagliari ci crede, ha voglia di maglia azzurra. «Ho 34 anni? Io mi sento un ragazzino», ha detto recentemente il giocatore che ha iniziato il campionato alla grande. Quattro gol nelle prime quattro partite, a secco nelle ultime tre. Il bomber si è presentato in splendida forma e con motivazioni che forse nelle ultime due stagioni non aveva. Non è un caso se il ct Giampiero Ventura lo abbia preso in considerazione. Era tra i papabili per la doppia sfida con Spagna e Macedonia, poi il selezionatore ha fatto altre scelte e aspetta altri segnali dal campionato. Se avesse continuato a segnare, probabilmente ora si troverebbe a Torino, dove oggi l’Italia se la vede con la Spagna per le qualificazioni al Mondiale del 2018.
Rivincite. Qualcuno, imprudentemente, lo aveva già inserito nel novero dei “pensionati”. La sua carriera, invece, è tutt’altro che finita. Il giocatore sta vivendo una seconda giovinezza, lo spirito è quello di chi ha una vita calcistica davanti. A Cagliari si è inserito nel gruppo senza problemi. Il feeling con Marco Sau è stato immediato, tanto che i due ci hanno messo davvero poco ad entrare in sintonia. Borriello ha trovato l’ambiente giusto per rilanciarsi. Ha sposato il progetto rossoblù, è rimasto colpito positivamente dall’affetto che gli hanno dimostrato i tifosi. Tutte cose che hanno fatto crescere gli stimoli. Si allena con grande determinazione, in campo incita (qualche volta rimbrotta) i compagni, è prodigo di consigli verso i più giovani. E non se la tira. Un atteggiamento costruttivo apprezzato dalla società e soprattutto dal tecnico Massimo Rastelli che sul suo conto ha detto: «È un giocatore che mi ha sorpreso per la voglia che mette in campo. È un grande e lo sta confermando giorno dopo giorno».
La sorpresa. C’erano molti dubbi su Fabio Pisacane. Chi invece ha sempre avuto certezze sul difensore è stato l’allenatore del Cagliari. Rastelli sapeva di poter contare su questo ragazzo (esordio in serie A a trent’anni, condito da una fortissima emozione) e non ha avuto esitazioni a farlo giocare. La risposta sul campo è stato positiva. Il terzino si è ritagliato, dopo l’infortunio di Ionita, spazi importanti e con prove convincenti si è guadagnato (al momento) i gradi da titolare. «Ho fatto tanta gavetta - ha detto qualche giorno fa - e finalmente i miei sacrifici sono stati ripagati. Ora continuerò a lavorare con il solito impegno, anzi di più». Giorno dopo giorno Pisacane ha dimostrato con i fatti che il Cagliari ha fatto bene a confermarlo. Umiltà e sacrificio sono le armi con le quali ha costruito la sua carriera. Adesso da lui si attendono altre conferme.
Il calendario. Dopo la sosta il Cagliari è atteso da tre partite complicate. A Milano con l’Inter, al Sant’Elia contro la Fiorentina, a Roma (turno infrasettimanale) con la Lazio di simone Inzaghi. I rossoblù hanno bisogno di sbloccarsi in trasferta dove finora non hanno raccolto niente. Inter e Lazio non sono squadre abbordabili, ma saranno test importantissimi per capire se la formazione sarda ha fatto il salto di qualità. Il blackout di Torino deve restare un episodio isolato. È’ vero che la salvezza può essere costruita in casa, ma non saranno sufficienti i punti conquistati al Sant’Elia per restare in serie A. Ottenere risultati positivi lontano dalla Sardegna è imprescindibile. Il Cagliari è una squadra che ha giocatori di personalità e anche di qualità. La gara con l’Inter darà risposte attendibili.
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