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Colombo e Munari, operazione salvezza

di Mario Frongia
Colombo e Munari, operazione salvezza

Il Cagliari si gode il doppio successo e guarda avanti: «Dopo la sosta abbiamo impegni complicati, ma siamo sereni»

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CAGLIARI. Il sorriso consapevole di Gianni Munari e Roberto Colombo. Centrocampista e portiere, anime e cuore di uno spogliatoio che ha nel radar l’Inter e si gode la parte sinistra della classifica. Si coglie anche questo nel dopo gara di Samassi. Una gradevole sensazione: quella che accompagna, nello sport e nella vita di tutti i giorni, chi si comporta, pensa e lavora da squadra.

Il Cagliari di Rastelli, spot del gruppo capace di serrare le fila e marciare compatto. I rossoblù confermano l’attitudine vista nel campionato di serie B: personalità, spirito di sacrificio e motivazioni. Bandite velleità individuali ed egoismi. La panchina che balza per aria al gol di Padoin, tutti a caccia del mediano, Bruno Alves che mima la culla per il terzogenito appena arrivato in casa dell’ex juventino, sono un bel segnale.

Dietro il progetto di Tommaso Giulini, con Stefano Capozucca braccio operativo di mercato e Massimo Rastelli al timone, c’è un club che matura e non lascia nulla al caso. Veterani e debuttanti, big e promesse: la scommessa non esclude nessuno. E i 10 punti che mettono Sau e soci tra i primi due exploit in avvio di stagione in A dell’ultimo ventennio, sono il premio meritato sul campo.

La ripresa dopo la sosta per la nazionale con l’Inter a San Siro, leva il sonno a chiunque. Anche perché a seguire approda al Sant’Elia la Fiorentina di Sousa e dopo tre giorni si sfida in notturna all’Olimpico la Lazio. Un trittico da paura.

«Ci alleniamo, prepariamo e studiamo un avversario e una partita per volta. Il traguardo è chiaro: dobbiamo cercare di fare quanti più punti possibile anche se si tratta di gare oggettivamente complicate. Ma noi ci proveremo fino allo spasimo e daremo tutti il massimo» attacca Roberto Colombo. Laurea in scienze politiche, autentico totem del gruppo, l’ex del Napoli non perde di vista l’obiettivo prioritario: «La salvezza è il nostro scudetto. Prima la raggiungiamo meglio è. Poi, si vedrà».

Si entra nel merito. L’annata, ma anche la stagione scorsa non è andata meglio (Giulini ha chiesto una mano anti iella a don Carlo: i tifosi pregano!), è segnata dagli infortuni. «Siamo felicissimi di ritrovare in tempi brevi Storari. Per il tipo di infortunio (intervento menisco mediale) lo stop di Marco avrebbe potuto essere molto più lungo». Colombo preferisce glissare sulla questione fascia da capitano, traslocata sul braccio di Marco Sau per decisione del tecnico con il supporto della società, dopo le polemiche degli ultrà con il portiere: «Per noi è importante pensare alle prossime gare e restare uniti».

Dal portiere a Gianni Munari. Il centrocampista - anche ieri con il Samassi mister duttilità, tra regia e fascia - è l’icona del compagno di squadra che tutti vorrebbero avere: «Sono a disposizione del mister, a prescindere dal ruolo. Le motivazioni? Sono molto contento di giocare in A dopo le esperienze in B e al Watford».

E l’altalena di gioco e risultati casa-trasferta: «Intanto, abbiamo messo punti importanti in cassaforte: teniamoceli stretti. Poi, ci sono tanti nuovi e ci vuole del tempo – dice Munari – per superare queste difficoltà. Infine, è chiaro un aspetto: il Sant’Elia ci dà una marcia in più».

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