«Dinamo, aspetto un altro passo avanti»
Coach Federico Pasquini presenta la sfida di sabato 8 ottobre al PalaDozza contro Reggio Emilia: «Sarà fondamentale l’approccio»
SASSARI. L’ideale sarebbe crescere gradualmente, ma il calendario non corrisponde alle tabelle degli allenatori. La seconda giornata di campionato è già Grissin Bon-Banco di Sardegna, con l’anticipo di domani sera alle 20,45 a Bologna, e Federico Pasquini prova a fare di necessità virtù. «Tra noi e Reggio in questi anni ci sono state tante sfide belle e interessanti, sempre diverse tra loro – ha detto il coach della Dinamo –. Anche stavolta mi attendo qualcosa di diverso».
Vecchi ricordi. In quel palazzo ho vissuto praticamente per due anni, mattina e sera – racconta Pasquini, che è stato assistant coach della Fortitudo tra il 2007 e il 2009 –. Il pubblico a tuo favore ti trascina in maniera incredibile, gli spalti sono molto vicini al campo. Da questo punto di vista l’approccio sarà la chiave della partita: Reggio ha perso le ultime due partite, in Supercoppa e all’esordio in campionato. Perdere in quella maniera, all’ultimo tiro, crea una reazione: loro dovranno mettere subito grande presenza dalla palla a due, noi dovremo essere bravi a reggere questo urto. Vogliamo appropriarci di un campo nuovo e di una situazione nuova».
Gli avversari. «Loro hanno un gruppo italiano estremamente collaudato. Tolti De Nicolao e Aradori, è lo stesso gruppo che due anni fa è arrivato a gara 7 della finale scudetto e che l’anno scorso ha giocato gara6 con Milano. Non ci sono più Kaukenas, Lavrinovic e Veeremenko, ma giocatori italiani hanno un anno in più di esperienza e una grande capacità di trovarsi tra loro. Gli stranieri danno una dimensione diversa rispetto al passato, in cui puntavano molto su lunghi possenti e statici. Ora hanno anche "mezzi lunghi" che possono cambiare le carte in tavola».
Autunno caldo. Meglio affrontare subito lo scoglio Grissin Bon oppure sarebbe stato meglio arrivare a un confronto così difficile con un po’ di rodaggio in più? «È una partita da cui mi aspetto molto dal punto di vista emotivo e mentale, giocare in un campo del genere, in una situazione già così importante, rappresenta un bel test. Dal punto di vista tecnico-tattico mi aspetto il giusto, siamo ancora nella fase in cui l’intensità e l’emotività sono più avanti rispetto a certi meccanismi. Sarà un bel test anche a rimbalzo: Polonara sta facendo danni, se vuoi limitarlo in questo i lunghi non sono sufficienti, infatti mi aspetto molto dagli esterni nei tagliafuori. È vero che, a parte Olaseni, i rimbalzi sono spalmati su tutto il roster, ma naturalmente questo deriva anche dai minutaggi».
Olaseni. «Devo dire che mi è piaciuto molto la sua prova di lunedì. Ha avuto un grande impatto nel terzo quarto concedendoci molte seconde possibilità, grazie ai rimbalzi offensivi. Ha fatto un grande lavoro nel pick&roll offensivo. Poi nell’ultimo quarto ho preferito giocare con Savanovic da cinque, volevo un assetto diverso» .
Testa e gambe. «Riguardando la partita di lunedì è venuto fuori ciò che avevo visto a caldo. A un certo punto della partita con Varese siamo entrati in una fase di pressione più offensiva che difensiva: tolto il pick&roll con Anosike che ci ha fatto male nel terzo quarto, per il resto abbiamo difeso abbastanza bene. A livello offensivo abbiamo invece accelerato un po’ troppo a metà campo, con un buon rendimento nelle giocate entro i primi 8 secondi, mentre il rendimento negli ultimi 8 secondi è stato inferiore: in quel tipo di situazioni devi essere molto preciso nelle spaziature e negli automatismi. E in questo – conclude Pasquini –, onestamente, a inizio stagione si può solo migliorare».
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