«Il mio Leicester, impresa irripetibile»
Claudio Ranieri a Roma per ritirare il premio Mecenate dello Sport
ROMA. La storica vittoria della Premier, l’impresa «irripetibile» e il progetto a lungo termine del nuovo Leicester campione d’Inghilterra. Sullo sfondo, le differenze profonde tra il calcio italiano e quello inglese: «Sia culturali sia sportive – riconosce –, gli inglesi sentono la squadra come qualcosa di loro, non sono tifosi solo quando si vince e allo stadio è come se andassero a casa loro». Parole e musica di Claudio Ranieri, che lo scorso 2 maggio ha scritto la storia e da quel giorno quando torna in Italia non è mai un rientro banale. A seguirlo, oltre allo stuolo di cronisti e fotografi, anche tanti fans italiani che lo aspettano in maglia delle Foxes per catturare con lui una foto o un selfie. Come ieri a Palazzo Ferraioli, dove a Ranieri è stato consegnato il prestigioso premio “Mecenate dello Sport” 2016. A distanza di cinque mesi dall’impresa, oggi la Premier sembra essere di nuovo in mano alle big come i Manchester di Mou e Guardiola, il Chelsea di Conte, oppure l’Arsenal e il Liverpool. Il Leicester è tornato una squadra di media classifica (dopo 7 giornate è 12° in classifica a 8 punti) che in Premier mantiene i suoi obiettivi ben saldi a terra: «I tifosi sanno che quanto abbiamo fatto lo scorso anno è fuori dal comune e inimmaginabile anche adesso – spiega il tecnico –. Siamo contenti di quello che stiamo facendo, abbiamo messo delle basi e ora piano dobbiamo costruire una squadra che nel giro di qualche anno possa lottare per entrare prima in Europa e poi magari in Champions». Perché nonostante le facoltà dell’ambizioso patron Srivaddhanaprabha ci sono le regole del fairplay finanziario a proibire spese folli: «Potremmo comprare Cristiano Ronaldo ma poi non potremmo pagarlo – rivela –, in Inghilterra ci sono regole ferree mentre in Italia permettiamo a gente che è stata squalificata di fare il proprio lavoro. Io divento matto».
Per Ranieri è di nuovo tempo di seminare, senza escludere un suo ritorno in Italia ma solo una volta aver finito il suo ciclo alle Foxes: «Io ct azzurro? Mai dire mai – chiosa – ma ora ho un contratto per quattro anni con il Leicester. Comunque Ventura è un ottimo maestro, farà bene».
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