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la “PAPERA”

Buffon guarda avanti «Ho fatto una cavolata ma sono tranquillo»

COVERCIANO. Un errore ogni tanto capita anche al miglior portiere del mondo. Ma la conferma del titolo di n.1 arriva dalla sorpresa generale per un errore sì clamoroso, ma non inusuale per molti...

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COVERCIANO. Un errore ogni tanto capita anche al miglior portiere del mondo. Ma la conferma del titolo di n.1 arriva dalla sorpresa generale per un errore sì clamoroso, ma non inusuale per molti altri. “Buffonada”: così è stato subito ribattezzato in Spagna il liscio in uscita del portiere. Un errore che a chi conosce bene il portiere fa tornare alla mente lo sfortunato episodio del 2 maggio 2012, verificatosi combinazione nella stessa porta, quando un suo errore favorì il gol di Bertolacci in Juventus-Lecce.

«Sono errori che capitano, ma che sarebbe meglio non capitassero», commenta Buffon, tradito nell'intervento «dall'arrivo di Vitolo» che l'ha costretto a cambiare la traiettoria del rinvio, provocando il “patatrac”. Un calo di concentrazione grave, per il numero uno, ma che paradossalmente «ha risvegliato la squadra dal torpore», regalando al pubblico dello Juventus Stadium «un'altra Italia che ha aggredito la Spagna e ha mostrato voglia di fare gioco».

Quella voglia che è mancata per sessanta lunghi minuti in cui gli spagnoli hanno controllato il gioco prima della riscossa dell'Italia. «Avevo in mente troppe cose - ha spiegato il portiere - volevo rinviare lungo, poi ho cambiato idea per non colpire Vitolo. Ma alla vigilia l'avevo detto, devo ancora migliorare. E dagli errori si impara sempre».

«I miei compagni sono stati fenomenali - è la difesa d'ufficio di Buffon - dopo aver subito gli avversari per 60' sfido chiunque a sfoderare una reazione del genere, arrivando anche a rischiare di vincere, anche se sarebbe stato eccessivo». Era in cerca di rivalsa la squadra di Lopetegui dopo il ko bruciante rimediato agli Europei e «pur avendo gli stessi giocatori dell'Europeo», spiega Buffon, «hanno cambiato mentalità» spinti «dalla voglia di rivalsa».

Ecco perché il pareggio di Torino è stata «una lezione a basso costo», senza incappare in pesanti sconfitte per il prosieguo delle qualificazioni ai Mondiali. La strada è lunga e adesso bisogna solo pensare alla sfida di domenica in casa della Macedonia, nella quale bisognerà portare a casa i tre punti.

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