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Matt Scott da Porto Torres all’incontro con Obama

Matt Scott da Porto Torres all’incontro con Obama

PORTO TORRES. Lo scorso 17 settembre, Matt Scott postava sul suo profilo facebook una sola e significativa parola, onomatopeicamente trasformata in urlo post vittoria: “Golllllllllddddddd”. Dodici...

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PORTO TORRES. Lo scorso 17 settembre, Matt Scott postava sul suo profilo facebook una sola e significativa parola, onomatopeicamente trasformata in urlo post vittoria: “Golllllllllddddddd”. Dodici giorni dopo è stato ricevuto alla Casa Bianca dal presidente Usa Obama. Scott dallo scorso anno è un giocatore del Gsd Porto Torres, nel massimo campionato italiano di basket in carrozzina. Matt Scott e la nazionale degli Usa hanno conquistato il gradino più alto del podio nel basket in carrozzina alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro, battendo in finale la Spagna per 68-52, hanno festeggiato e gioito per il traguardo raggiunto.

Scott, già vincitore di un bronzo olimpico a Londra 2012, è uno dei dieci giocatori più forti al mondo: lo ha dimostrato sul campo, lo ha dimostrato come uomo e atleta capace di vincere l’handicap fisico (spina bifida), di realizzarsi appieno, di arrivare sul tetto del mondo e sorridere al mondo stesso. Il suo percorso di vita è l’esatta rappresentazione del suo motto, “No excuses”, filosofia che spinge al limite e che trasforma i limiti in opportunità, in una medaglia d’oro. Matt Scott ha inoltre condiviso l’emozione della sfida a cinque cerchi con altri atleti in forza al roster turritano: gli inglesi Philip Pratt e Simon Munn hanno colorato di bronzo la loro Olimpiade superando la Turchia, quarto posto per la Gran Bretagna di Amy Conroy - e colorando di Sardegna i Giochi brasiliani. Matt Scott ha il sorriso stampato sul volto e la propensione alla condivisione degli eventi. Molto attivo sui social, poco dopo il trionfo di Rio ha raccontato l’emozione del successo in un post/video diventato virale: «Ora che la polvere si è posata, realizzo di aver realizzato uno dei miei più grandi sogni di vita e sport». Ci sono passione sportiva e spiccata emotività nelle parole dell’atleta americano, sostenuto a più riprese da fan, amici e famiglia: «Mi avete dato motivazioni fantastiche. Lo avete fatto sempre, non soltanto in questa occasione. Siete sempre stati lì, soprattutto la famiglia. Grazie a tutti di tutto. Condivido con voi la medaglia d’oro che indosso».

Dall’America a Porto Torres, a Rio, alla Casa Bianca. Matt Scott e la squadra a stelle e strisce sono stati ricevuti da Barack Obama, da sua moglie Michelle e dal vicepresidente Joe Biden. Scott era in prima fila e nel corso dell’incontro, Obama si è rivolto direttamente a lui scatenando una tempesta si sentimenti e gratitudine nel giocatore. Da Rio alla Casa Bianca, prossima fermata Porto Torres: «Pochi giorni negli States, poi si torna sulla bellissima isola che ho la fortuna di poter chiamare casa. Sardegna ci rivediamo presto».

Giovanni Dessole

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