Mignani fa squadra «Vittoria voluta da tutto il gruppo»
L’allenatore spiega che è un mistero l’approccio alla gara «Non eravamo noi, ma le partite durano sempre 90’...»
OLBIA. Schemi, tattica, alchimie da lavagnetta. Poi il calcio arriva inesorabilmente a ricordarti che non si tratta di una scienza esatta. Partite come quelle con la Giana Erminio ribadiscono i concetti di improvvisazione, talento, carattere. Un primo tempo da incubo e due gol presi. Un secondo tempo da sogno e tre gol dati. Michele Mignani entra negli spogliatoi con la faccia di chi vuole parlare di tutto, tranne che di tattica. Ovvio che si parta quindi dallo spirito di un'Olbia mai doma, che ha capovolto una partita che dopo i primi 45 minuti sembrava segnata.
«Il primo tempo non è stato da Olbia, bisognerà cercare di capirne i motivi, perché non avevamo le distanze giuste, faticavamo anche fisicamente - esordisce l'allenatore dell'Olbia -. Nel secondo tempo la squadra ha dimostrato di essere prima di tutto un gruppo unito, che non si arrende mai. Dopo il rigore sbagliato potevamo deragliare, invece siamo rimasti dentro la partita combattendo per raggiungere una vittoria che così è ancora più bella».
Ecco i concetti oltre i numeri. Ecco lo spirito da battaglia che consente di superare gli ostacoli tattici di una partita che il mister avversario, Cesare Albè, 21 anni sulla panchina della Giana, aveva preparato in modo impeccabile. Anche se Mignani alla fine l'ha ribaltata. Vai a dire poi se inizialmente la formazione fosse sbagliata. Se l'arretramento di Cossu nella mediana, a inventare calcio, con l'ingresso di Ragatzu e le tre punte, sia stata la chiave della vittoria.
«Abbiamo cambiato atteggiamento dopo l'intervallo, ricordiamoci sempre che le partite durano 90 minuti e qualcosa in più. Cossu è un giocatore che non c'entra nulla con questa categoria, un fuoriclasse che può fare tutti i ruoli - puntualizza Mignani -. Io credo però che il ruolo di trequartista amplifichi i suoi valori e gli consenta di far un lavoro meno dispendioso in fase di non possesso, per averlo più lucido quando conta. La sua espulsione? Ero vicino, ma non ho visto cosa è successo».
Così l'Olbia che fa fatica a segnare porta a casa una vittoria con tre gol, mai successo in questo inizio di stagione. Tre eurogol, per essere precisi. «Cosa volete che vi dica, facciamo sbagli clamorosi poi mettiamo a segno gol così - continua il mister genovese -. Preferisco commentare un successo che vale tanto, siamo a inizio campionato ma i punti cominciano a pesare. Ora analizzeremo quel primo tempo, per capire dove c'è ancora da lavorare».
In mezzo anche un rigore sbagliato. "Abbiamo i nostri rigoristi, ma Ragatzu se la sentiva e credo sia anche giusto che certe situazioni i ragazzi le gestiscano tra loro - puntualizza Mignani -. Comunque da questo momento le gerarchie saranno più precise».
Giandomenico Mele
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