Arcieri isolani protagonisti in Irpinia
Sette medaglie per la truppa sarda ai campionati italiani, specialità 3D
SASSARI. La Sardegna sale ben sette volte sul podio ai decimi campionati italiani di tiro con l’arco, specialità 3D, appena terminati a Lago Laceno (Avellino). Due medaglie d’oro, tre d’argento e due di bronzo sono infatti il cospicuo bottino messo insieme dai tiratori isolani. Le soddisfazioni maggiori in campo individuale sono arrivate nel longbow, dove Giulia Aru della Torres Sassari si è laureata campionessa italiana junior battendo in finale Martina Peserini del Tibur Archery Team con il netto punteggio di 18-5. Nella stessa gara Carlotta Maccioni degli Arcieri Uras si è invece aggiudicata il bronzo, grazie al secco 5-0 rifilato a Penelope Paoli della Sagitta Arcieri Pesaro. Podio solo sfiorato invece per Salvatore Alessio Maresu (Torres), che ha ceduto per 28-10 nella finalina maschile. Nell’arco istintivo senior seconda posizione per Bernardo Palmas dell’Arcoristano, che solo all’ultimo atto si è dovuto inchinare davanti al campione europeo in carica Fabio Pittaluga dell’A.G.A per 36-24. Tra gli junior invece terzo posto per Marco Vigliani (Torres). Nell’arco compound junior femminile un altro argento per i quattro mori con Ilaria Spanu (Uras), ultima ad arrendersi contro Paola Natale degli Arcieri Monica) per 35-24. Nelle competizioni a squadre infine gradino più alto del podio per la squadra junior femminile degli Arcieri Uras, composta da Ilaria Spanu, Carlotta Maccioni e Eleonora Meloni con un bottino di 780 punti, e terzo ed ultimo argento per l’isola grazie alla Torres Sassari, che con Daniel Caddeo, Alessio Salvatore Maresu e Marco Vigliani ha ceduto le armi solo nella finalissima della categoria junior contro gli Arcieri del Tigullio (Luca De Ponti, Alessio Noceti e Andrea Scotti) per 84-62.
«Un risultato più che soddisfacente – è il commento del presidente regionale della Fitarco Pino Spanu – e il fatto che quasi tutte le medaglie siamo arrivate nelle categorie giovanili è una bella soddisfazione. I nostri giovani si stanno dedicando alla specialità 3D con impegno, e si vede. Più difficile invece competere fra gli adulti, perché il movimento italiano vanta alcuni fra i migliori specialisti in campo sia europeo che mondiale, ed in questa manifestazione ce li siamo trovati tutti schierati davanti».
Fabio Fresu
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