La Dinamo cerca equilibrio sotto canestro
Basket, per coach Pasquini minutaggi e rotazioni da gestire anche in base al fiato. E intanto Ebeling scalpita
SASSARI. Fiato da dosare, muscoli da mettere “sotto controllo”, automatismi da perfezionare. Giganti alla ricerca di equilibrio, tra loro ma anche nel contesto di squadra. Il reparto lunghi della Dinamo, completamente rinnovato rispetto allo scorso campionato, naviga tra luci e ombre ed è alla ricerca – un po’ come il resto del gruppo – di un’identità definita.
I centri. Quelli di ruolo sono due, completamente diversi tra loro e proprio per questo perfettamente interscambiabili nel momento in cui coach Pasquini decide di modificare in corsa l’assetto del quintetto. Il lituano Tau Lydeka, 2,08 per 115 chili è il classico centro all’antica, che sa fare poche cose ma piuttosto bene (tagliafuori, difesa in post basso, movimenti spalle a canestro nell’area colorata). In queste due gare ha giocato 22,5 minuti. Gabe Olaseni, 2,10 per 104 kg, è un verticalista, eccellente rimbalzista (in una proiezione sui 40 minuti sarebbero 19 a partita), discreto intimidatore, ma avendo saltato quasi tutto il precampionato e deve ancora lavorare per imparare a memoria certi movimenti, soprattutto in difesa. Per lui, al momento, un minutaggio piuttosto limitato (14’ di media).
Le ali. Il “quattro” titolare è il serbo Dusko Savanovic (2,04 per 102 kg), tipico lungo slavo dotato di mani accellenti, ottimo tiro dalla media e dai 6,75 e di letture sul gioco anni luce avanti agli altri. Il suo ruolo viene spesso ricoperto da Brian Sacchetti, ala duttilissima che quando si adatta per giocare più vicino a canestro paga qualcosa in termini di centimetri ma ha una stazza che gli consente di difendere su giocatori molto più alti di lui, oltre a una velocità di pensiero e un tiro da fuori che rendono complicatissime le scelte difensive degli avversari. In rari casi ad avvicinarsi a canestro è Carter, un’ala piccola agile e più alta della media (2 metri), che naturalmente va in seria difficoltà quando deve difendere su un’ala forte più pesante.
Gli equilibri. Per il momento il centro titolare è Lydeka (7 punti e 4,5 rimbalzi). A coach Pasquini però piace molto svariare, cambiando in continuazione l’assetto della squadra: capita spesso che Savanovic si sposti nel ruolo di centro, affiancato da Sacchetti. In mezzo a tutto questo calderone di caratteristiche e cifre, c’è da considerare l’età di Savanovic e Lydeka, entrambi trentatreeni. Il primo, in particolare, sembra rendere al meglio se il minutaggio non si dilata a dismisura, con un un punto di equilibrio da individuare al di sotto dei 25’. La coperta, dunque, è al momento un tantino corta.
Gli scenari. Coach Pasquini fa normalmente ruotare subito 10 uomini, poi ne sceglie 8 o al massimo 9 e gioca la partita con quelli. Sabato a Bologna, per esempio, con Devecchi assente, il Banco ha giocato in 8. Ma con la prospettiva di affrontare lunghi mesi di doppi impegni e viaggi infiniti, potrebbe aprirsi qualche nuovo scenario: dando per scontato che il minutaggio di Olaseni sia destinato a crescere (nessuno si augura di avere a che fare con un nuovo Varnado, raro caso centro titolare con un’autonomia di 15 minuti), dopo avere fatto il necessario “rodaggio” potrebbe entrare gradualmente nelle rotazioni anche il baby Michele Ebeling, 18 anni a gennaio. Escluso Savanovic, si tratta infatti dell’unico quattro di ruolo del roster. Tempo al tempo, naturalmente, ma non è escluso che Pasquini e il suo staff non ci stiano già facendo un pensierino.
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