Cagliari da urlo, festa alla Scala
Melchiorri (gol e autorete di Handanovic procurata) affonda l’Inter. Terza vittoria di fila
INVIATO A MILANO. Che debutto alla Scala del calcio per Federico Melchiorri. E che vittoria per il Cagliari al "Meazza" contro l'Inter. L'attaccante decide la sfida con una (quasi) doppietta che rimonta il gol di Joao Mario, i rossoblù si portano a casa tre punti che li lanciano nella parti nobili della classifica. Rastelli voleva una partita coraggiosa ed è stato accontentato. Che bello l'abbraccio di tutti i giocatori a fine partita. E che bello il doppio "salto mortale" del tecnico di Pompei al triplice fischio. Una festa meritata per una squadra che ha tirato fuori l'orgoglio, cancellando la prova incolore dello Stadium. Un Cagliari maturo, determinato, cattivo quando necessario, ha saputo soffrire. Non è andato al tappeto quando è stato trafitto nel suo momento migliore. Ha reagito come una belva ferita ed ha ribaltato la gara. Un segnale fortissimo di un gruppo che sta costruendo qualcosa di importante ma che tiene i piedi per terra.
Melchiorri alla Scala. Alla fine Rastelli decide di dargli una chance. Lascia Borriello in panchina e affianca l'attaccante a Marco Sau. E' questa la sorpresa che il tecnico del Cagliari aveva annunciato alla vigilia. Una scelta coraggiosa ma vincente. Le altre novità nella formazione sono il ritorno di Storari tra i pali e la prima da titolare di Munari che prende il posto di Isla. L'Inter conferma il 4-3-1-2. Icardi è l'unica punta, ma alle sue spalle agisce una sorta di "tridente" con Perisic e Candreva esterni, Banega centrale, con libertà di muoversi tra le linee per non dare punti di riferimento. Joao Mario e Medel fanno da schermo davanti alla difesa.
Icardi, fischi e cilecca. E' una partita che l'Inter controlla ma senza rendersi mai pericolosa. Il Cagliari fa fatica a uscire dalla sua metà campo. Troppo bassa la squadra di Rastelli. A dare un sussulto al match ci pensa Rizzoli (assistente di porta) che segnala a Valeri, con almeno 40" di ritardo, una manata di Bruno Alves a Icardi in area. L'arbitro, tra lo stupore generale, decreta il generoso rigore che lo stesso Icardi (contestatissimo dalla curva Nord) calcia fuori. E' una mazzata psicologica per il giocatore che sparisce dal campo. Il clichet non cambia: nerazzurri costantemente in avanti, Cagliari che gioca con personalità. La sofferenza iniziale sulle corsie si allenta perché Munari aiuta di più Pisacane, Padoin accorcia su Candreva, dando così sostegno a Murru.
Super Handanovic. È il portierone a tenere in piedi l'Inter che rischia di andare sotto su una violenta conclusione di Melchiorri. Ma nel momento migliore del Cagliari i nerazzurri passano con Joao Mario a cui Storari ribatte la prima conclusione ma nulla può sulla seconda. I rossoblù sono vivi e hanno una grande reazione. Ancora Handanovic risponde da campione a una sassata di Melchiorri che stava già esultando. E' una partita apertissima, il Cagliari gioca ci crede. L'Inter soffre e arretra. Rastelli toglie Sau per Borriello e subito dopo butta nella mischia Isla per Munari.
Melchiorri sul palcoscenico. Era la prima alla Scala del calcio per lui e il battesimo non poteva essere migliore. L'attaccante realizza il gol del pareggio su un assist di Di Gennaro. Stop di tacco e conclusione da terra che gonfia la rete. E' un gol meritato perché il Cagliari gioca meglio dei quotati avversari. De Boer fa entrare Eder e Jovetic, Rastelli toglie Di Gennaro per Barella. È un Inter super offensiva. Il Cagliari ne approfitta e ancora Melchiorri (cross deviato da Murillo e ancora in maniera determinante da Handanovic) colpisce affondando la squadra di De Boer, fischiatissima da suoi tifosi. Rossoblù in paradiso.
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