Icardi e l’Inter: amore al capolinea
Il capitano firma un’autobiografia al veleno e gli ultras lo aspettano sotto casa
MILANO. Mauro Icardi come Marco Storari. Il bomber dell'Inter è finito nel mirino della curva Nord per una ricostruzione falsa (secondi i tifosi) fatta in una sua autobiografia uscita da qualche giorno. Una polemica durissima che avuto una coda serale con un tentativo di aggressione. Una quarantina di ultras si sono appostati davanti alla casa di Icardi e hanno aspettato il suo rientro dopo la sconfitta con il Cagliari, esponendo uno striscione con la scritta «Noi ci siamo, quando arrivano i tuoi amici argentini ci avvisi o fai da infame?». L’allusione è alle parole del centravanti argentino che nella sua autobiografia aveva minacciato di far «ammazzare» chi ce l’aveva con lui da «100 criminali argentini». Secondo alcuni testimoni gli ultras hanno danneggiato l’auto dell’attaccante argentino. Icardi è stato salvato dall’intervento del portiere del condominio, membro di una cooperativa di sicurezza, che si è presentato fuori dal condominio con una pistola in bella vista.
La contestazione era cominciata allo stadio coi supporters nerazzurri che invitato il giocatore argentino a togliersi la fascia di capitano. Sulla vicenda è molto duro anche commento della società. «Io non penso che a 23 anni si debba fare un’autobiografia. L’ho scoperto quest’anno, l’ho scoperto adesso – ha detto il direttore generale Piero Ausilio –. Adesso cercheremo di capire dal ragazzo cosa lo ha portato a farlo, a scrivere queste cose e soprattutto chiameremo anche lui ad assumersi le proprie responsabilità». E il vicepresidente Zanetti annuncia provvediment. (r.m.)
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