«Strano giocare a Sassari da ospite»
Masala dedica la vittoria ai suoi tifosi: «In rossoblù ho vissuto un anno fantastico»
SASSARI. Difficile di questi tempi trovare un cuore torresino che lascia il "Sanna" soddisfatto. Bisogna scovarlo tra gli ospiti, anche se proprio lui ha dato il via al tracollo rossoblù. Alessandro Masala ha sbloccato il risultato e la dedica è quella solita, da bravo ragazzo: «A tutta la gente che mi vuole bene e che è venuta allo stadio per vedermi giocare».
In tribuna anche mamma e papà, che avrebbero certo preferito vederlo ancora con la maglia "giusta" invece che con quella "sbagliata" del Rieti. Ma i sentimenti nel calcio son poca roba, anche se il giovane centrocampista cresciuto nel Latte Dolce («mi fa piacere che abbia vinto in trasferta, in questo campionato può fare bene e sono certo che si salverà», dice appena saputo il risultato della squadra biancoceleste) e una stagione fa alla Torres, ammette che «questa partita non poteva essere per noi sassaresi ed ex come le altre, dovevamo gestire bene gli stati d'animo. Io ho provato un'emozione particolare nel trovarmi per la prima volta tra gli avversari in questo stadio, nella mia città, dove ho trascorso un anno fantastico. E anche un grande dispiacere nel vederlo semivuoto, spero che la Torres riesca a risolvere i suoi problemi e si risollevi. Contro di noi ha iniziato con grande grinta. Con tutti i titolari a disposizione è una buona squadra».
Una partita importante sul piano emotivo, ma di rilievo anche per la classifica, che dopo questa vittoria proietta la formazione laziale al vertice. «Adesso è meglio non guardarla, può generare pericolose illusioni. E' troppo presto per cullarsi sul primato, piuttosto - conclude Masala, che fa ancora parte dei fuori quota ma in quanto a saggezza calcistica dimostra più dei suoi vent'anni- continuiamo su questa strada. Quando si gioca bene i risultati arrivano».
Sa. U.
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