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Il Napoli vuole chiudere il discorso

Il Napoli vuole chiudere il discorso

Al San Paolo arriva il Besiktas, una vittoria varrebbe già il passaggio del turno

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NAPOLI. «Voglio un Napoli lucido, determinato e che giochi con entusiasmo». Tuffarsi nelle dolci notti europee per dimenticare le amarezze del campionato: Maurizio Sarri ritrova la Champions League, palcoscenico che fino ad oggi ha visto protagonista il suo Napoli con due vittorie e un cammino qualificazione che potrebbe già, record assoluto, regalare la qualificazione dopo sole tre giornate.

Un successo sull’insidioso Besiktas stasera al San Paolo («Avversario forte, capace di non perdere sia in campionato che in Champions, hanno carattere e solidità mentale», così lo descrive il tecnico), sarebbe la giusta medicina per provare a dimenticare le ultime due sconfitte in campionato contro Atalanta e Roma. Battute d’arresto che non hanno ridimensionato, assicura Sarri, la fiducia che nutre nella sua squadra.

Una fiducia che «resta totale», ha spiegato in conferenza stampa. «Nelle ultime due partite non abbiamo fatto bene come negli ultimi mesi, può succedere. Stiamo lavorando sui nostri errori e abbiamo fiducia che torneremo ad essere noi nel più breve tempo possibile». «La testa dev’essere libera e - ha aggiunto il tecnico - dobbiamo avere fiducia nei mezzi, il primo passo è prendere coscienza di quello che abbiamo sbagliato. È un momento negativo, succede, non ci consideravamo fenomeni prima e non ci consideriamo scarsi ora. Mantenere l’equilibrio nel mondo del calcio è difficile ma lo dobbiamo fare».

Un Napoli ’sdoppiato’ nelle versioni Dottor Jekyll e Mister Hyde tra campionato e Champions. Perché? «In Europa ci trovano motivazioni straordinarie, in Italia c’è il rischio di avere dei momenti di appagamento - ha sottolineato Sarri - ma non è che in Europa sono sprovveduti e non hanno un’idea precisa di come gioca il Napoli. In questo momento abbiamo trovato più motivazioni nelle partite di Champions, questa è una delle problematiche che dobbiamo risolvere».

Non appare, invece, totalmente sereno Manolo Gabbiadini, il giocatore chiamato a sostituire l’infortunato Milik ma per adesso con scarsi risultati. Sarri però lo rassicura: «Attraversa un momento difficile ma fa parte della professione, riuscirà a venirne fuori. La posizione in campo? Manolo non si deve adattare a me ma alla squadra, al modo di giocare che io ho accompagnato ma non imposto. Chiaro che un allenatore non va contro le caratteristiche dei giocatori, ma non posso nemmeno sacrificare quelle di altri 7-8 giocatori. È lui che deve andare incontro. Poi non penso che spostarsi di 4-5 metri in campo modifichi di tanto il rendimento». Suona la carica anche Pepe Reina: «C’è tanta voglia di reagire, dimostrare che siamo ancora una squadra forte. Quindici giorni fa sembravamo la squadra migliore d’Europa e adesso non più. Dobbiamo trovare equilibrio, la squadra deve ritrovare le certezze che ha sempre avuto».

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