Vincenzo Piroddu, un lottatore di 62 anni: «E non mi pesano»
SASSARI. La citazione “chi si ferma è perduto” è familiare al presidente dell’Athlon Sassari Vincenzo Piroddu, che alla bella età di 62 anni ha gareggiato nei 76 kg, ai recenti mondiali master in...
SASSARI. La citazione “chi si ferma è perduto” è familiare al presidente dell’Athlon Sassari Vincenzo Piroddu, che alla bella età di 62 anni ha gareggiato nei 76 kg, ai recenti mondiali master in Polonia, conquistando un prestigioso quinto posto.
Si è voluto rimettere in gioco per questi mondiali, perché questa decisione?
«Se sei stato un atleta agonista come lo sono stato io nella lotta olimpica, senti sempre un forte richiamo alla competizione. Senti il desiderio di raggiungere i migliori risultati agonistici. Ovviamente, alla base di questa scelta deve esserci una condizione fisica quasi impeccabile, soprattutto per quanto concerne il quadro cardiologico. Non posso dire di essere un ragazzino, ma mi sento bene e avevo voglia di mettermi in gioco».
A quanti campionati del mondo veterani di lotta ha partecipato?
«Compreso quest'ultimo ho disputato quattro mondiali Roma 1994, Sofia 1995, Martgny 2002, e Walbrzych 2016».
in Polonia, quanti combattimenti ha disputato?
«Complessivamente tre. Il primo l’ho vinto per atterramento in trenta secondi contro il giapponese Shigeru Noyama. Nel secondo ho perso contro il tedesco Bernd Kurt Radestock, per infortunio muscolare al quadricipite. Nel terzo combattimento, valevole per il terzo e quinto posto, contro il russo Musa Dadberov a soli 15 secondi dall'inizio sono stato costretto ad abbandonare, consegnando così la medaglia di bronzo al russo».
In qualità di presidente della Polisportiva Athlon Sassari, in questi 28 anni avete formato e state formando atleti di grande valore. Alla luce di questi risultati, cosa vorreste fare di più?
«Con il mio staff dirigenziale e i tecnici dell'Athlon, ci siamo sempre posti nuove sfide obbiettivi e traguardi; il primo è senza dubbio la diffusione della lotta olimpica nel nostro territorio. Il secondo è il reclutamento di giovani atleti da valorizzazione. Il terzo, ma non ultimo, il nostro lavoro in ambito internazionale. L'Athlon, gode della fiducia della federazione internazionale U.W.W e della federazione italiana Fijlkam».
Piero Garau
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