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Mura ha deciso: «Voglio tentare il record»

di Sergio Casano

Scalo a Marbella per installare la scatola nera che documenterà ufficialmente il giro del mondo in solitario a vela

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CAGLIARI. Ormai guarda l'Oceano, per fare il grande balzo. Gaetano Mura, dopo 5 giorni di navigazione, ha effettuato una sosta tecnica a Marbella, in Spagna. Uno stop obbligatorio, prima di inoltrarsi nell’Atlantico per Italia, il Class40 con al timone il navigatore di Cala Gonone, partito da Cagliari per intraprendere il giro del mondo in solitario senza scalo e assistenza.

L'imbarcazione a vela di 12 metri ha trovato ormeggio nel porticciolo di Puerto Banús, a Marbella, nella costa dell'Andalusia: "Uno stop inaspettato - ha spiegato Gaetano in un video su un social - perché della questione del record in realtà il mio team se n'era occupato a lungo ma c'è stato un momento che sembrava non ci fossero i tempi per l'omologazione. Mentre ero in mare mi è stato chiesto di fermarmi per permettere all'ente inglese di installare la scatola che conserverà il tracciato del percorso e stabilirà l'esatta linea da cui partirà il record".

Dunque, uno stop necessario al completamento di formalità tecniche per la certificazione del tentativo di record della circumnavigazione del globo. Un commissario del Wssrc, il World Sailing Speed Record Council, è infatti atteso nel porto dell’Andalusia, dove a fianco a Italia sono alcuni componenti del team "1off", Andrea Cabras, noto "Gatto", il factotum che si è curato sempre della preparazione della barca, e il team manager Ugo Bertelli, comandante della nave scuola Amerigo Vespucci tra la fine degli anni 90 e il 2000: "Accettiamo di buon grado questo stop, anche se non è mai facile fermarsi - continua Gaetano Mura - , soprattutto dopo la bella partenza fatta da Cagliari. Bellissima navigazione nel Mediterraneo, con condizioni ideali, a parte bonaccia nel finale: tanto "spi", mai troppa onda, sono stato proprio bene in mare, ero carico per proseguire".

Il regolamento dell’ente di certificazione internazionale non solo prevede l’omologazione del percorso, ma anche il controllo della barca, del suo equipaggiamento e l'installazione di una "scatola nera" sigillata che, registrando la rotta, trasmetterà in maniera insindacabile i dati sulla posizione reale di Italia.

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