L’Olbia mette nel mirino l’Alessandria
Gara delicatissima per i bianchi: al Nespoli arriva la capolista della serie C. Mignani ritrova Cossu ma perde Faola e Pisano
OLBIA. Statisticamente, il momento peggiore, per l’Olbia, si annuncia quello tra il 60’ e il 75’: sono i quindici minuti in cui i bianchi hanno finora subito più gol (3 sugli 11 totali incassati) e in cui l’Alessandria ha segnato di più (5 sui 17 totali realizzati). Occhio, dunque.
Ma i numeri dicono molto, non tutto. La sfida di oggi al Nespoli (ore 14.30, la società raccomanda di fare il biglietto il prima possibile, di mattina, per evitare le lunghe code) non è scontata come le cifre farebbero credere. L’Alessandria è sì prima in classifica, con 8 vittorie, 1 pareggio, zero sconfitte: 17 punti, ben 10 in più dell’Olbia. In trasferta ha per giunta vinto 4 partite su 4. Ha poi il miglior attacco del girone con 17 gol, 10 dei quali siglati dalla coppia Bocalon-Gonzalez. E, per finire, al Nespoli ha un bel curriculum storico: 2 sconfitte, 2 pareggi e 3 vittorie; 7 i gol fatti, 4 quelli subiti. Tutto questo è vero. Ma l’Olbia c’è, e può dire la sua.
Senza presunzione e senza proclami, ieri mattina Michele Mignani ha spiegato come ha preparato la partita contro la superfavorita. «Ho cercato di convincere la squadra - dice l’allenatore dell’Olbia - che la sconfitta in trasferta con la Cremonese non è stato un passo indietro, ma un passo in avanti. Quella gara ce la siamo giocata sino alla fine, e se lo abbiamo fatto con la Cremonese lo possiamo fare anche con l’Alessandria».
E i numeri, anche in questo caso, danno ragione a Mignani, uno che spesso ripete che le partite non finiscono nel primo tempo, che non bisogna avere né fretta né ansia di segnare. L’Olbia, la maggior parte dei suoi gol, li ha messi a segno nella mezzora finale delle partite: ben 6 su 10, più un altro siglato nel recupero della ripresa. Quindi, l’Olbia ha dimostrato di essere squadra sino alla fine (e la rimonta contro la Giana Erminio, dallo 0-2 del primo tempo al 3-2 finale, è una prova schiacciante di questa forza).
E così, senza snaturarsi (ovvero, evitando di chiudersi a difesa del fortino), proverà a fare la sua classica partita, a viso aperto, con giocate di prima, anche contro l’Alessandria. E questo è chiamata a farlo sapendo che dovrà avere il cinismo necessario per sfruttare il minimo errore degli avversari (come ha detto alla vigilia il terzino Russu) e che «è l’Olbia ad avere maggiore bisogno di punti, non l’Alessandria» come ha rimarcato ieri Mignani.
I grigi hanno fatto sapere di temere i bianchi sia per l’aspetto tecnico («hanno buoni piedi») che meteorologico («farà caldo»), ma Mignani non vuole commentare. «Pare che qualcuno voglia mettere le mani avanti...» taglia corto il mister. Che, confessa, per il 90% ha le idee chiare sulla formazione.
Non sono a disposizione il centrocampista Feola, il difensore Pisano e l’attaccante Kouko; tornano il centrocampista Muroni e Andrea Cossu. Sarà un 4-3-1-2, quello dell’Olbia: Montaperto; Pinna, Dametto, Miceli, Cotali; Muroni, Geroni, Piredda; Cossu; Capello, Ragatzu. L’Alessandria, in cui gioca l’ex Riccardo Cazzola (ottimo ricordo, il suo, a Olbia), risponderà con il solito 4-4-2. Ma, più che la tattica, conterà la psicologia. Per l’Olbia sarà una vera prova di maturità.
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