Il Latte Dolce si accontenta di un punto
Gara prudente dei biancoblù contro una della big del campionato. I sassaresi si lamentano per un calcio di rigore non dato
SASSARI. Vero che tre punti sono meglio di uno, ma il Latte Dolce si scopre pratico e sa accontentarsi. Le premesse per affrontare il pericoloso Flaminia non erano incoraggianti per la squadra sassarese, col morale alto dopo il successo ad Avezzano ma anche in forte emergenza per le assenze di Piga, Scognamillo, Usai e Panai. Così scatta la "rivoluzione" tattica di Paba, con difesa folta – Cocco, Chessa, Delrio, Congiu e Daga a presidio dell'area – e Mereu in mediana, con Ravot e Puledda sulle corsie esterne. In avanti Palmas affiancato dal giovanissimo Galante, all'esordio casalingo.
Le difficoltà consigliano prudenza e il copione iniziale prevede una gara di contenimento, per saggiare consistenza e intenzioni dei laziali, con lancio lungo per Palmas (che lotta come un leone, stretto nella morsa dei difensori avversari), lasciando campo e iniziativa agli avversari che col trascorrere dei minuti si fanno più intraprendenti e intensificano la pressione. Nel primo tempo va così, il Latte Dolce resta coperto, subisce ma si difende con ordine, evitando problemi a Garau che non va oltre l'ordinaria amministrazione della sua porta. A parte il rischio corso al 41', quando arpiona a terra un pallone insidioso indirizzato a rete da Rodriguez, che aveva trovato un invitante corridoio centrale per andare al tiro. Però tutto poteva cambiare, in meglio, se al 3' la decisione dell'arbitro fosse stata diversa. L'episodio è di quelli che pesano nell'economia di una sfida complicata e sofferta e non dice bene alla squadra di casa: Palmas va giù in area, si chiede a gran voce il rigore (e conseguente espulsione del colpevole) ma l'azione prosegue e la conclusione dal limite di Galante è intercettata, a porta sguarnita, da Locci che spazza via negando il vantaggio ai biancocelesti.
Nella ripresa gli ospiti si rendono più pericolosi, soprattutto sui calci piazzati dell'esperto Gai che al 6' confeziona l'assist per la testa di Cardillo, l'attaccante manda alto da distanza ravvicinata. Al 12' Mereu stende al limite dell'area Cardillo, rimedia il "giallo" e consente al capitano rossoblù di provarci ancora da fermo, scheggiando la traversa. E' allarme rosso per il Latte Dolce, invece il rosso (quello vero) si abbatte sul Flaminia che al 16' perde per espulsione Cardillo, punito per le sue accese proteste, e con la superiorità numerica il team sassarese inizia a vedere spiragli di luce in una partita fino a quel momento fin troppo oscura. Prima l'avanzamento di Congiu a centrocampo e poi gli ingressi di Ruggiu e Pala al posto di Chessa e Cocco rendono i biancocelesti più offensivi, la pressione avversaria si allenta e anche Cosimi deve darsi da fare tra i pali laziali. Al 20' interviene sulla punizione di Mereu, ribattuta con affanno, e al 31' si oppone al tiro di Ruggiu, sbucato alle spalle dei difensori sull'affondo del vivace nuovo entrato Santona.
La sfida è finalmente aperta, però manca il guizzo decisivo e nel finale i laziali si rianimano e tornano minacciosi, al 45' Prandelli fa temere il peggio ai tifosi di casa ma Garau è attento e stoppa la conclusione da due passi dell'attaccante. I pericoli non sono finiti, il Flaminia vuole vincere e nei 4' di recupero mette a dura prova la resistenza del Latte Dolce, in evidente calo fisico, che se la cava, neutralizzando con la presa di Garau anche l'ultimo tentativo su punizione di Gai. Finisce a reti bianche, con un punto che piace poco agli ospiti mentre Paba e i suoi ragazzi ne riconoscono il valore.
Sandra Usai
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