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Doppietta di capitan Dessena: il Cagliari affonda il Palermo

di Roberto Muretto
Doppietta di capitan Dessena: il Cagliari affonda il Palermo

Serata speciale per il centrocampista alla prima da titolare undici mesi dopo il grave infortunio Nel finale i rossoblù si complicano la vita e Nestorovski riapre la sfida. Sono tre punti pesantissimi

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INVIATO A CAGLIARI. Una serata così forse l'aveva solo immaginata. Due gol in una partita Daniele Dessena non li aveva mai segnati. Averlo fatto alla prima da titolare dopo un infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo per undici mesi, ha qualcosa di speciale. E' il capitano del Cagliari ad affossare il Palermo con un uno-due nella ripresa che fa impazzire di gioia il Sant'Elia. Ma i rossoblù pare ci provino gusto a complicarsi la vita e nel finale hanno rimesso in gioco i siciliani andati a bersaglio con Nestorovski. Il Cagliari non riesce proprio a mantenere la porta inviolata. Un limite sul quale c’è tanto da lavorare perché dentro la partita bisogna starci per 95', cosa che la squadra ancora non riesce a fare. Mettere i 3 punti in cassaforte era fondamentale. La squadra c'è riuscita, rimettendo le cose a posto in classifica dopo 2 sconfitte di fila e riportando serenità in un ambiente in fibrillazione, anche se la panchina di Rastelli non è mai stata in discussione. Sedici punti dopo 11 giornate sono un bel bottino (Rastelli e Giulini ad agosto avrebbero firmato) e nove lunghezze sulla terz'ultima una garanzia.

Palla al capitano. Alla fine Rastelli decide di buttare nella mischia Daniele Dessena dal primo minuto. Gli affida la corsia di destra piazzando alle sue spalle Isla. La sorpresa è Pisacane terzino sinistro al posto dell'infortunato Murru. Il resto della formazione è quella annunciata. Scontato il rientro di Di Gennaro nel ruolo di trequartista, gli attaccanti sono Borriello e Sau. Il Palermo risponde con il 4-3-2-1. Non c'è Diamanti che parte dalla panchina, Nestorovski è il terminale offensivo, dietro di lui Jajalo e Quaison. Fuori anche Gazzi, giocatore a cui il Cagliari è stato vicinissimo lo scorso gennaio, ma il Torino si oppose al trasferimento.

Equilibrio. E' una partita molto tattica. Il Cagliari ha il pallino del gioco ma il Palermo non fa barricate. La squadra siciliana gioca in un fazzoletto e trovare spazi per i rossoblù non è facile. Si prova soprattutto sulla corsia di sinistra a fare breccia dove Padoin riesce qualche volta ad infilarsi tra le linee. Ed è proprio lui a sfiorare il vantaggio con una conclusione dal limite deviata casualmente da Borriello. Il pallone esce di un nulla. Clamoroso, invece, l'errore di Sau su un cross di Dessena. L'attaccante prova la rovesciata a due passi dalla porta ma fa cilecca. Un'occasionissima che avrebbe messo la gara in discesa. I rossoblù si devono armare di pazienza e aspettare il momento giusto per colpire, ma anche evitare di esporsi alle ripartenze dei rosanero, abili a capovolgere in un attimo il fronte del gioco. La manovra scorre fino alla trequarti, poi si fa fatica a trovare sbocchi. Manca l'illuminazione vincente.

Capitano, mio capitano. Il Palermo si difende bene, il Cagliari fa fatica a far girare velocemente il pallone e non trova varchi. Non c'è il giocatore che crea la superiorità numerica e questo complica le cose. Ci pensa Dessena a togliere le castagne dal fuoco con un gran gol al volo su un delizioso cross di Di Gennaro. La pazienza alla lunga viene premiata, la squadra di Rastelli trova il bandolo della matassa contro un avversario che si conferma squadra ostica. De Zerbi corre ai ripari e mette dentro Diamanti al posto di Quaison. Ma è ancora Dessena, su un "cioccolatino" di Sau a gonfiare la rete. La partita è in ghiaccio, per il centrocampista, alla prima da titolare dopo undici mesi dall'infortunio, è una serata magica. Una doppietta in 11' è davvero tanta roba. Rastelli toglie Padoin per Munari e Sau (rischia il doppio giallo) per Melchiorri.

Distrazione. Il Cagliari non riesce proprio a tenere la propria porta inviolata. I siciliani approfittano del calo di concentrazione e Nestorovski riapre la gara, bruciando sullo scatto Ceppitelli. Ma nell’occasionr c’è una dormita generale. I rossoblù sembra trovino piacere a complicarsi la vita e e far scorrere ancora più l'adrenalina nelle vene dei propri tifosi. Il finale è da brividi e i tre fischi dell'arbitro vengono accolti come una liberazione. Era una partita da non sbagliare e il Cagliari l’ha portata a casa, anche se non è stato facile. Ora due trasferte di fila. La prima a Torino contro i granata e dopo la sosta a Verona col Chievo. È ora di cambiare marcia lontano dal Sant’Elia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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