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«Il Tortolì? Viaggia verso la D»

di Antonello Palmas
«Il Tortolì? Viaggia verso la D»

Eccellenza. Ivan Cirinà, mister dell’Uri, mette a confronto gli ogliastrini e la vicecapolista Calangianus

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SASSARI. «Il Tortolì vincerà il campionato. Ma se è solo il Calangianus ad avere i numeri per ostacolarlo, è presto per dirlo». Così Ivan Cirinà, tecnico dell’Atletico Uri, una delle due formazioni che hanno incontrato le attuali prima e seconda in classifica del torneo di Eccellenza. Il mister rossoblù ha quindi potuto apprezzare da vicino e (nel caso degli ogliastrini) sulla propria pelle la bontà delle due squadre che sinora hanno dominato. Tortolì primo a 21 punti, frutto di 7 vittorie in 7 gare (l’ultima per 4-0 sull’Uri, non l’ultimo arrivato), miglior attacco con 21 gol, miglior difesa con per l’undici guidato da Francesco Loi. Calangianus secondo a quota 19, per il team di Alessandro Sassu 6 vittorie e un pari (quello con l’Uri all’esordio), secondo miglior attacco con 17 reti e seconda miglior difesa con 4.

Cirinà non è certo sorpreso dell’avvio di stagione dei tortoliesi. «Domenica per loro si è messa subito bene – si rammarica –, ma d’altronde è una squadra fatta per vincere. Impressiona la fisicità, hanno tanti giocatori sopra l’1.80 e questo li rende molto pericolosi nelle situazioni da fermo. Soprattutto hanno una mentalità vincente, quasi tutti hanno fatto la D. Vincere fa vincere, in questo momento sono forti anche mentalmente».

Il mister dell’Uri fa la radiografia al Tortolì: «Floris è uno dei migliori portieri sardi. In difesa, la coppia centrale pur avendo perso Vignati per infortunio può vantare due colossi come Alessandrì e Gutierrez, fortissimi di testa; sono accompagnati da due giovani molto forti sugli esterni e infatti hanno subito pochissimo. Con loro devi trovare altre soluzioni che non siano le palle alte, specie sulle palle inattive. In mezzo l’allenatore... ha solo l’imbarazzo della scelta, l’unico che gioca con continuità è Lepore che sta davanti alla difesa, reso ancora più sicuro dalla vittoria del campionato a San Teodoro. Gli altri girano nel centrocampo a tre, da Viani a Piacentino. E poi davanti sono una macchina da guerra. Non c’è solo Nieddu, uno che ha sempre fatto gol: Figos fa un lavoro sporco e gli crea spazi. È una squadra di D messa in Eccellenza, che dà 3-4 gol a tutti».

E il Calangianus? «Lavora sull’entusiasmo, ha ottime qualità – dice Cirinà –. In porta ha Murgia, veterano della categoria; in difesa Urgias e Melino centrali (a volte Carboni se c’è bisogno), un reparto solido che concede appena di più rispetto al Tortolì, ma in compenso in attacco c’è gente come Del Soldato, Pulina e Senes che se si prende qualche gol rimedia con gli interessi. Molto buono anche il centrocampo, a parte Carboni c’è Bruno, un trottolino che dà tutto, e Gangitano. I giovani sono buoni e seguono il mister. Non mi aspettavo per la verità una partenza così forte da parte dei giallorossi, né che superassero ostacoli come il Castiadas domenica corsa (4-1) e il Tergu fuori casa. Merito di tecnico, staff, società e di giocatori che vogliono sacrificarsi».

Presto per fare previsioni? «Sì, certo il Tortolì è la squadra che mi ha più impressionato. Non ho incontrato ancora Castiadas e Budoni, che secondo me a dicembre interverranno sul mercato. Il primo si è affidato a un tecnico bravo come Scotto, i galluresi stanno facendo bene. Noi dell’Uri? Daremo battaglia per arrivare almeno tra le prime 5. Siamo reduci da una stagione nei playoff, ma dopo tanti cambiamenti dobbiamo aspettare. E poi abbiamo la semifinale di Coppa Italia in ballo, col Calangianus...»

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