“El Huaso” ridà coraggio alla difesa rossoblù
Isla elogia la reazione del gruppo contro il Palermo: «ma la lotta per la salvezza è ancora lunga»
CAGLIARI. Mauricio Isla parte da lontano. «Ho fiducia nei miei compagni, quando sono arrivato qui ho capito da subito che questa squadra aveva lo spirito giusto e nessuna invidia». Cileno, classe '88, chiamato El Huaso, il mandriano, per essere nato in una famiglia di allevatori insediatasi lontano da Santiago, dopo la vittoria con il Palermo, il difensore-tuttofare manda un messaggio alla tifoseria: «In settimana ci siamo preparati al massimo per giocare il calcio che piace a noi e alla gente del Sant'Elia. Nessuno può pensare che il Cagliari è quello visto con Fiorentina e Lazio». Cresciuto all'Universidad Catolica approda all'Udinese nel 2007, l'anno in cui si mette in luce e vince il bronzo ai mondiali Under 20 in Canada. Si ferma in Friuli fino al 2012 (127 gare, 6 gol). Passa alla Juve per due stagioni (29), quindi va in prestito in Premier al Qpr (26), di nuovo dalla Vecchia Signora (1), al Marsiglia (23 e 2) e quindi in rossoblù.
La Sardegna e il Cagliari. Con l'assist di Pinilla: «Mauricio mi è stato d'aiuto nella scelta». Terzino, mezzala, interditore e assistmen: jolly prezioso per Massimo Rastelli. Isla è giunto ad Asseminello dopo aver messo in bacheca la seconda Coppa America. Vittorioso in casa nel 2015, ha fatto il bis questa estate negli Stati Uniti battendo l'Argentina di Messi e Higuain. Insomma, una cintura nera. Che al Cagliari sta crescendo agonisticamente e tatticamente. Nello scontro diretto con il Palermo, piazzato dal tecnico ultimo a destra nella linea difensiva, ha creato protezione, filtro e ripartenze in sinergia con Dessena. Novantacinque minuti a testa alta. Con il balzo a quota 16 - settimi alla pari con Torino e Fiorentina, a +9 dalla terzultima piazza - un pezzo importante di salvezza in cassaforte. «Ripeto, venivamo da due brutte partite giocate contro Fiorentina e Lazio. Con il Palermo abbiamo ritrovato il nostro spirito. Con questo, sono arrivati 3 punti fondamentali per la salvezza».
Isla è pratico. Sa che per rimanere in A si deve procedere con continuità e a piccoli passi. «Nessuno regala nulla. Sapevamo che il Palermo è squadra tosta, ci aspettavamo una partita dura. Abbiamo giocato con attenzione e siamo stati sempre in equilibrio. Sul 2-0 pareva fatta. Invece hanno riaperto la partita». La riflessione è obbligata: il Cagliari è consapevole delle proprie potenzialità. Ma ambiente e tifoseria devono capire a fondo che in A si soffre. «Nell'ultimo quarto d'ora loro hanno accorciato e ci siamo difesi bene. Loro hanno ripreso coraggio e alla fine ci hanno pressato ma rischi veri e propri non ne abbiamo corso. Per noi contava fare punti e ci siamo riusciti. Il pubblico è stato molto prezioso nel sostenerci fino alla fine».
Mario Frongia
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