La Dinamo in viaggio per crescere
Per i biancoblù tre trasferte con alto tasso di difficoltà: domani a Pistoia, martedì ad Atene, domenica prossima a Milano
SASSARI. Andare via di casa per diventare grandi. Otto giorni e tre partite lontano da piazzale Segni, un piccolo Erasmus che potrebbe segnare una prima svolta nella stagione della Dinamo. Sempre vittoriosa in casa, sempre perdente in trasferta, la squadra biancoblù allenata da Federico Pasquini da oggi si tuffa in un trittico di sfide estremamente impegnative tra campionato e Champions League. Le larghe e convincenti vittorie ottenute al palazzetto con la Consultinvest Pesaro e lo Spirou Charleroi fanno morale e oggi Devecchi e compagni saliranno sulla scaletta dell’aereo con la tranquillità ideale per affrontare questa complicatissima settimana.
Un trittico di fuoco. Domani sera alle 20,30 il Banco di Sardegna scenderà in campo al PalaCarrara di Pistoia, uno dei campi più caldi dell’intera serie A, contro la The Flexx di coach Enzino Esposito. La formazione toscana ha un bilancio di due vittorie e tre sconfitte e arriva dal netto successo (+33) contro la Openjobmetis Varese, già battuta dalla Dinamo all’esordio in campionato. Domenica la comitiva sassarese farà armi e bagagli alla volta di Atene: martedì sera nella immensa “Oaka”, l’Olympic indoor hall della capitale greca (oltre 18 mila posti), i biancoblù se la vedranno con l’Aek: i gialloneri, partiti con due nettissime vittorie, nell’ultimo turno di Champions sono stati battuti a sopresa in casa dal Besiktas Istanbul. Superato questo scoglio, la Dinamo avrà quattro giorni e mezzo di tempo per preparare il big match della settima giornata di campionato: domenica alle 20,45 al Mediolanum Forum di Assago andrà in scena la sfida con la capolista Ea7 Armani Milano, diventata ormai una “classica” del massimo campionato di basket. Solo a quel punto, dopo avere capito qualcosa in più sul proprio valore, i sassaresi potranno riprendere fiato (si fa per dire), con il calendario che prevede quattro sfide interne consecutive tra campionato e coppa.
Doppio volto. I conti sono presto fatti: otto gare ufficiali giocate complessivamente, cinque in casa e tre in trasferta. Con un bilancio di cinque vittorie interne e tre sconfitte esterne: 3-2 in campionato, 2-1 in coppa. Una Dinamo dai due volti, insomma, che in casa sinora è riuscita sempre a trovare l’energia giusta per dominare (spesso largamente) le partite. In trasferta, al contrario, ai ragazzi di Pasquini è sempre mancato qualcosa. «Ma in realtà – ha osservato mercoledì notte Dusko Savanovic, dopo la vittoria con Charleroi – la sconfitta di Szolnok non va presa in considerazione, perché eravamo falcidiati dagli infortuni. A Bologna contro Reggio siamo andati a giocare al completo e abbiamo perso poco più che per caso. Con un po’ di fortuna saremmo riusciti a vincere. Perciò non farei un “caso”. In trasferta serve più energia, è chiaro, perché l’apporto dei tifosi è fondamentale. Ma fuori casa la ruota girerà anche per noi». Quella del PalaDozza è stata in effetti la migliore prestazione esterna dei sassaresi. In mezzo ci sarebbe anche la “strana” partita di Desio e in mezzo sta probabilmente anche la verità: contro Cantù, senza Lydeka, i sassaresi sono stati in partita per larghi tratti, per poi crollare nel finale. La “stranezza” del confronto sta anche nella difficile classificazione del valore dei canturini, che dopo avere subito una batosta a Brescia e avere inflitto un +21 alla Dinamo, è finita al tappeto a Capo d’Orlando con un clamoroso -43. In attesa di sapere se Carter sarà della partita a Pistoia, la Dinamo parte all’arrembaggio. Non sarà un Erasmus, ma per crescere serve anche vincere lontano da casa.
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