Un’Olbia avvelenata aspetta il Tuttocuoio per riprendere il volo
Mattia Muroni mette in guardia sulla sfida di domenica: «Vogliamo i tre punti ma non sarà una partita facile»
OLBIA. Lasciatosi alle spalle il trittico terribile - Alessandria, Cremonese, Como: due sconfitte e un pari -, l’Olbia torna nel suo fortino (il Nespoli: 5 partite con tre vittorie, una sconfitta e un pari) e torna contro una squadra (il Tuttocuoio) con la quale parte alla pari (12 punti i galluresi, 13 i pisani).
Un po’ di normalità, per i bianchi. Affrontare la prima della classe (l’Alessandria è una delle poche squadre prof ancora imbattute in Europa) e subito dopo la seconda (la Cremonese) ha richiesto uno sforzo eccezionale, fisico e mentale, non adeguatamente ripagato. Due botte di fila cui ne ha fatto seguito un’altra, anche se morale: il pareggio a Como, dal 2-0 a dieci dalla fine che avrebbe voluto dire prima vittoria in trasferta al pareggio per 2-2, ha lasciato molto amarezza. E la solita sensazione che l’Olbia sprechi e sbagli troppo. È un atteggiamento da cambiare: va bene il bel gioco (che c’è, va detto); fanno piacere gli elogi degli avversari e dei critici; ma alla fine servono i punti e, per farli, occorre essere cinici in attacco ed efficaci in difesa. Finora, come ha ammesso anche l’allenatore Michele Mignani, è mancata la cattiveria e la concretezza. Non sono caratteristiche tecniche o tattiche: in questo caso serve la psicologia, serve capire cosa si deve fare, e come, e in quanto tempo. Un peccato di gioventù, per l’Olbia che ha una rosa con l’età media tra le più basse del girone A della serie C? Uno scotto da pagare per via dell’iscrizione all’ultimissimo momento? Tutto vero, ma gli alibi non possono durare a lungo per una società che punta alla salvezza tranquilla e al lancio dei giovani (la maggior parte dei quali del Cagliari).
L’Olbia è metà classifica, dopo undici giornate: 12 punti totali, con 3 vittorie tutte al Nespoli, tre pareggi, 4 sconfitte. Congelando in questo momento la classifica, sarebbe salva: ha però solo due punti in più della zona playout; ma è anche a soli due punti dalla zona playoff. Una graduatoria cortissima, segno di un girone che, Alessandria e Cremonese a parte, è assai equilibrato. E quando è così, un errore può fare la differenza. I gol fatti, prima debolezza dell’Olbia, cominciano a essere sempre di più: merito delle invenzioni di Andrea Cossu, un gigante, e anche della migliore condizione di Daniele Ragatzu (4 assist e una rete), della capacità di Alessandro Capello (4 centri) e dei centrocampisti. Dietro, però, si balla ancora troppo.
Ora, contro il Tuttocuoio, l’Olbia dovrà riprendere il cammino interrotto con le big, I pisani sono un osso duro: su 13 punti, 9 li hanno colti in trasferta. L’Olbia dovrà far valere la legge del Nespoli. E degli ex: con i bianchi ce ne sono due, Werther Carboni e Mattia Muroni. Proprio quest’ultimo, dice: «La squadra ha cambiato diversi giocatori della rosa, ma ritroverò qualche ex compagno e il mister subentrato lo scorso anno a due giornate dalla fine. Gioca bene ed è tatticamente molto organizzata, ci aspetterà una partita combattuta». Un’occasione da non sprecare. «Con un punto raccolto in tre partite comunque giocate bene, vogliamo invertire il trend e riprenderci quei tre punti che a Como sono sfumati. Sentire il peso? Siamo tranquilli e consapevoli della nostra forza. Abbiamo già dimostrato di poter vincere con chiunque» chiude la mezzala. (g.pi.)
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