«È l’unico responsabile della retrocessione»
L’associazione: «Siamo soddisfatti per il riconoscimento. I soldi non li terremo per noi»
SASSARI. «È quello che volevamo dal primo momento, Domenico Capitani è l’unico responsabile della retrocessione e ancora oggi, al netto delle responsabilità della gestione Piraino, siamo certi che i debiti ormai incolmabili della società e la pessima gestione abbiano lo stesso responsabile. Siamo alla resa dei conti. Il signor Capitani non potrà più sottrarsi alle sue responsabilità. Ora dovrà difendersi nel processo non solo dal pm ma anche da noi, che rappresentiamo l’accusa privata».
La Fondazione Sef Torres 1903 segna un gol importante, per quanto carico di amarezza. Umberto Carboni, tra i responsabili dell’associazione come Gabriele Satta, avvocato anche lui, lo sa bene. «Eravamo convintissimi che i tifosi possano costituirsi e chiedere un risarcimento per il danno subito – spiega –. Abbiamo lavorato in silenzio, in maniera indefessa. Il giudice ci fatto parlare, ci ha ascoltati, ha visto il nostro statuto e i nostri documenti. Abbiamo sostenuto che Capitani e Nucifora hanno recato un enorme danno all’immagine della Fondazione che rappresenta i tifosi e della città, e siamo stati ammessi. Ora siamo legittimati a chiedere un risarcimento ma soprattutto potremo esaminare e controesaminare imputati e testimoni e potremo chiedere conto a Capitani del suo comportamento. Da un punto di vista siamo soddisfatti perché siamo stati legittimati ed è la prima volta che accade nel calcio italiano. E’ un primato. Sin dall’inizio abbiamo sostenuto che i mali della Torres sono cominciati in seguito alle condotte poste in essere da Capitani, e la retrocessione per illecito sportivo è una macchia indelebile. La Torres nella sua storia di 113 anni ne ha viste di tutti i colori, ma una così infamante, no. Poi, per il resto certo c’è una grande amarezza perché non avremmo mai voluto questa soluzione, che non restituirà alla Torres il prestigio perso o la categoria dalla quale proveniva. E la situazione attuale è talmente grave che purtroppo ci porterà a vivere momenti ancora peggiori di questo».
Alla fine, la Fondazione Torres chiederà un risarcimento, che verrà eventualmente disposto e quantificato dal tribunale. «E’ importante avere un riconoscimento concreto – conclude Umberto Carboni –, e noi un risarcimento lo chiederemo eccome. Ancora è presto per parlarne, ma siamo già sicuri che i denari che eventualmente otterremo non li terremo per noi». (mac)
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