«Bravi a non perdere mai il filo del match E adesso ad Atene»
Pasquini è soddisfatto per il primo successo esterno «Bene con i piccoli. I rimbalzi? Una scelta, e ha pagato»
PISTOIA. «Non è stata una gara perfetta, assolutamente. Ma quello che mi fa più piacere è che a parte quei 3-4 minuti di buco a cavallo dei primi due quarti non abbiamo praticamente mai perso il filo». Federico Pasquini gongola per il primo successo esterno stagionale, ottenuto al termine di una vera e propria battaglia, fisica e nervosa.
«È stata la gara che mi aspettavo – sottolinea a fine gara il coach biancoblù –. Nel finale la difesa a zona e quella con i cambi ha prodotto ciò che ci interessava, volevamo giocare un po’ sulla fatica di Pistoia, costringerli a pensare. In quel momento il ritmo è venuto da noi e siamo stati bravi a portarla a casa».
La Dinamo ha alternato tante volte la difesa a uomo con quella a zona, spesso con Sacchetti al centro. «Brian al centro della zona 2-3 mi piace perché è molto sveglio nelle letture e quando viene preso in mezzo dal pick and roll il movimento porta a lasciare tutti gli altri a zona. La difesa decisiva senza centro in campo? Sono cose che abbiamo provato e che abbiamo nel nostro “pacchetto”. Quando si gioca anche in coppa ci si allena poco, perciò abbiamo tante difese pronte da usare. L’obiettivo era sempre quello: volevamo costringerli a pensare».
Per Olaseni è una bocciatura? «Certamente no – risponde Pasquini – è un giocatore molto tecnico, sta lavorando molto e sta crescendo ma questa non era la sua partita. A livello di ritmo e intensità, contro quintetti piccoli ho preferito giocare con Tau e Dusko. Naturalmente quando giochi con un quintetto più piccolo devi pagare qualcosa a rimbalzo, perché i cambi ti portano dei mismatch vicino a canestro. Ma è un lavoro che ha pagato».
«Abbiamo avuto un buco a cavallo tra primo e secondo quarto – ripete Pasquini –, uscendo dal piano partita: dovevamo giocare nei primi 8 secondi, oppure andare avanti ai 24” muovendo la palla. Ci siamo ripresi con i quintetti piccoli. Ma come ho già detto, tolti quei 3-4 minuti non abbiamo mai perso il filo. Ora andiamo ad Atene per affrontare una partita completamente diversa, estremamente fisica. Per ora ci godiamo questa vittoria e domani (oggi, ndr) lavoreremo molto sui video. Milano? Non riesco proprio a guardare oltre. Abbiamo bisogno di lavorare una partita alla volta. Solo dopo Atene ragioneremo di Milano». (a.si.)
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