La Dinamo si scopre corsara e vince nell’inferno di Pistoia
Primo successo esterno della stagione contro i toscani, che in casa non avevano mai perso Savanovic a 16” dalla sirena firma il match con uno dei rarissimi rimbalzi offensivi sassaresi
INVIATO A PISTOIA. Bella come le cose che non accadono da parecchio, elettrizzante come una lunga attesa che finisce. Mezzo canestro per una vittoria che accende il fuoco. È ufficiale: la Dinamo non ha nessuna sindrome da trasferta. I sassaresi di Pasquini escono a braccia alzate dalla bolgia del PalaCarrara, forti del +1, 68-69, ottenuto sulla The Flexx Pistoia.
La vittoria dei nervi. I biancoblù non avevano mai vinto lontano da sassari, i biancorossi di Esposito non avevano mai perso in casa. Tutto ribaltato, in questo anticipo della sesta giornata, grazie a una prova di grande cuore e di nervi saldi. E grazie soprattutto al canestro segnato da Dusko Savanovic a 16”85 dalla sirena, su uno dei rarissimi (6) rimbalzi offensivi raccolti dai biancoblù. Dall’altra parte, Pistoia ne ha tirati giù ben 19, compreso quello all’ultimissimo secondo, con Crosariol che ha però mandato la palla sul ferro. Bravissimi, Stipcevic e compagni, a vanificare questo gap enorme con pazienza, astuzia e nervi saldi.
L’avvio caldo. Alla fine i due assenti ci sono: Carter e Antonutti partono dalla panchina ma poi giocheranno. Pasquini sceglie di partire con Stipcevic e Sacchetti, con quest’ultimo a difendere su Magro (e all’occorrenza Crosariol), regalando parecchi centimetri. La scommessa paga, perché la difesa biancoblù si muove bene sugli aiuti e dall’altra parte c’è schierato un vero e proprio arsenale sulla linea dei 6,75: Sacchetti, Johnson Odom e Lacey colpiscono da lontano e il Banco va. Olaseni entra ma non convince, ma i sassaresi allungano sino al +7 (9-16), per poi spegnersi improvvisamente.
Il blackout. Olaseni fallisce il +9 i pistoiesi si riaccendono, con un gioco da tre punti di Hawkins. Alla prima sirena è solo +2, 16-18, e il peggio deve arrivare. Moore e Cournooh porta la squadra di Esposito a +7 (25-18), suggellando un parziale di 14-0 tra i due tempi. Stipcevic ferma l’emorragia con una bomba, ma la Dinamo paga la pressione dei toscani con una marea di palle perse.
La risalita. La Dinamo stringe i denti e resta aggrappata al match grazie alle triple: a segno Johnson Odom e Devecchi per il 29-27 di metà quarto. Sacchetti e Devecchi ridanno equilibrio alla difesa, ma Lydeka soffre troppo Crosariol. I punti di Stipcevic sono ossigeno puro e in mezzo a mille difficoltà i sassaresi arrivano al riposo su un -3 (36-33) che non è poi così male. Il nuovo break pistoiese è propiziato da Moore e Aronne: il primo firma 4 punti di fila, il secondo fischia un fallo tecnico a un Pasquini infuriato per una chiamata precedente. Il canestro di Pettway fa esplodere il PalaCarrara e lancia la The Flexx a +9 (45-36). La Dinamo è sotto ma non è in barca, infatti da Carter e Savanovic arrivano punti vitali e Devecchi riavvia il motore con una grande difesa: fallo antisportivo subito, poi Lacey e Djo che vanno sino al ferro per segnare il -1: 49-48 a 3’08" con un break di 11-2. Alla terza sirena è -4 (52-48) e il Banco inizia a crederci.
La battaglia finale. La Dinamo si presenta con tre brutte difese ma anche con triple, una di Lacey e due di Johnson Odom, che valgono prima la parità a quota 54, poi il 58-57. I rimbalzi offensivi son una croce pesantissima, ma Savanovic segna 7 punti di fila e regala prima il sorpasso (60-61 a 4’13”). Moore risponde dai 6,75 per il +2 (62-64); Stipcevic prima perde palla, poi infila una tripla da un quintale a 1’43” per il +3 (64-67). Lacey combina un disastro, con due palle perse di fila e Cournooh vola ribaltare tutto (68-67 a 43”). La Dinamo stringe i denti e trova due rimbalzi offensivi di platino con Sacchetti e Savanovic: a 16”85 dalla sirena il serbo trova il pertugio per il +1. La Dinamo non è in bonus e spende due falli, poi negli ultimi 7”35 difende ancora alla morte: Moore prima e Crosariol poi non trovano la via del canestro. È vittoria: bella ed elettrizzante come le cose attese da troppo tempo.
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