Olbia col Tuttocuoio per cambiare pelle
Lega Pro, i bianchi al “Nespoli” per ritrovare un successo che manca da tre turni. Mignani: innamorato di questa squadra
OLBIA. Torna a casa, l’Olbia. Torna nel suo fortino, il caro, rassicurante Nespoli che le ha dato tre vittorie, un pareggio e una sconfitta, quest’ultima contro i marziani dell’Alessandria, e dunque 10 degli 11 punti che ha in classifica.
Ci rimette piedi e tacchetti contro il Tuttocuoio dopo un trittico di gare terribile: prima la Cremonese, poi appunto l’Alessandria in casa, infine il Como. Ne è uscita con poca roba, appena un punto, quando avrebbero potuto essere tre, se in riva a quel ramo del lago non si fosse sciolta negli ultimi dieci minuti, quando era avanti di due gol... Ma è riemersa anche come confortata, come abbastanza soddisfatta di sé. Ha giocato alla pari con la Cremonese, per un’ora persino con la temibile Alessandria e, dice Michele Mignani, allenatore dei bianchi, proprio dopo il ko contro i grigi in casa (la prima sconfitta fra le mura amiche) ci sono stati segnali incoraggianti.
Tanto che Mignani, nella conferenza stampa di presentazione della sfida di oggi, calcio d’inizio alle ore 14.30, usa una frase inconsueta per il mondo del calcio: «Sono innamorato di questa squadra». Non usa il tono di quegli allenatori che hanno pose, gesti e forse anche mentalità militari. Non è un tipo alla Rambo, Mignani: difficile (visto da fuori) immaginarlo fare discorsi scivolosissimi su partite come battaglie, sull’onore da salvare, sulla maglia da venerare...
«Sino a questo momento, secondo me, non abbiamo ottenuto quanto avremmo meritato - spiega l’allenatore -. Spesso siamo stati sconfitti per via di nostri errori, di episodi sfortunati. Ma, come detto in più occasioni, è proprio in questo che dobbiamo migliorare: dobbiamo essere più concreti. Tutti dobbiamo migliorare, e io per primo...».
Perché nell’Olbia debuttante in serie C, anche lui è un debuttante in panchina nel professionismo. E allora, per usare le sue parole, nell’Olbia tutti devono crescere, insieme.
Il bel gioco non è mai venuto meno. Il centrocampo dei bianchi è forse uno dei migliori del girone A. E non solo per la presenza di Andrea Cossu, o per quella di Marco Piredda. Quest’ultimo sarà il grande assente, oggi: è squalificato. Ma Mignani non cambierà il suo modulo, che è il 4-3-1-2, lo stesso adottato dal Tuttocuoio. «Io preferisco giocare con un modulo che la squadra conosce, che proviamo in allenamento - dice Mignani -. Lo posso cambiare a partita in corso, ma è più difficile che lo faccia se manca un giocatore...» (in realtà una volta l’ha fatto: a Cremona ha giocato con il 4-3-3: era assente Cossu).
Le soluzioni a centrocampo non sono moltissime. Feola, una mezzala, è ancora out. Per sostituire Piredda, Mignani può scegliere fra Murgia (un trequartista), Auriemma (una mezzala, ma più di contenimento) e Tetteh (un giocatore ancora tutto da scoprire). In attacco, salvo sorprese, dovrebbe giocare la coppia Capello (4 gol)-Ragatzu (1 gol, 4 assist). In difesa, con Dametto ancora infortunato, c’è una buona notizia: dopo un lungo stop, è abile e arruolato Francesco Pisano. «Conto molto su di lui» dice Mignani, il quale non fa capire se l’ex Cagliari partirà titolare o dalla panchina, la soluzione più probabile. Accanto a Miceli, ancora fiducia al baby Quaranta, con Cotali e Pinna terzini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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