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Un’altra trasferta nerissima Anche il Torino umilia il Cagliari

di Roberto Muretto
Un’altra trasferta nerissima Anche il Torino umilia il Cagliari

Cinque gol dei granata che chiudono la partita già nel primo tempo. Inutile la rete di Melchiorri I rossoblù terminano in dieci: espulso il capitano Dessena. È il quinto ko in sei gare fuori casa

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INVIATO A TORINO. Un disastro. Questa volta il termine non solo non è esagerato, ma forse è anche riduttivo per raccontare quello che ieri è successo all'Olimpico di Torino. Il Cagliari è stato travolto dai granata e in questa occasione ci ha messo del suo anche Massimo Rastelli. L'allenatore ha schierato una formazione troppo sbilanciata che in fase difensiva ne ha combinate di tutti i colori. Un azzardo mettere in campo tutti insieme Sau, Borriello e Melchiorri (tutti sostituiti nella ripresa quasi a smentire le sue scelte iniziali), perché sulle corsie la squadra di Mihajlovic ha fatto ciò che ha voluto, trovando varchi e spazi che non avrebbe mai immaginato. I gol di Belotti, Ljajic e Benassi hanno chiuso la gara dopo appena 37' ed a nulla è valsa la rete di Melchiorri che ha ridato un filo di speranza ai rossoblù, affondati definitivamente in avvio di ripresa da Baselli e dal rigore trasformato da Belotti. E' evidente che c'è un problema trasferta. Gli indizi sono troppi. Ieri il Toro ha giocato al gatto contro il topo, prendendo a ceffoni un avversario molle, senza uno straccio di idea per impensierire i padroni di casa. La squadra diventa "pecora" lontano dal Sant'Elia, dove invece fa quasi sempre la voce grossa. C'è la sosta che servirà per riflettere. La salvezza non può essere conquistata facendo punti solo in casa. Rastelli non corre rischi (lo ha confermato Giulini nel dopo gara) ma oltre Tirreno bisogna cambiare rotta.

Sorprese. Quando arrivano le formazioni ufficiali si pensa subito che Rastelli abbia cambiato modulo. In realtà è proprio così. l'allenatore del Cagliari decide di schierare il tridente con Sau (a sinistra), Borriello (centrale) e Melchiorri (a destra). L'idea del tecnico è chiara, sfruttare la velocità degli esterni, chiedendo un sacrificio in fase di non possesso. Munari vince il ballottaggio con Barella ed è lui a prendere il posto di Padoin. Il resto della formazione è la stessa che ha messo sotto il Palermo. Sorprese anche nel Torino. Mihajlovic recupera sia Zappacosta che Valdifiori, regolarmente in campo. Il tridente è quello annunciato: Iago Falque, Belotti e Ljajic. Giocano dall'inizio anche gli ex Barreca e Rossettini.

Avvio choc. Le lancette dell'orologio hanno appena cominciato il secondo giro che il Cagliari è già costretto ad inseguire. Belotti sfrutta una corta respinta di Storari e mette la gara in discesa per i granata, con Ceppitelli e Isla che fanno le belle statuine. I rossoblù arrancano e si trovano di fronte un muro da scalare quando dopo 11' i gol di svantaggio diventano due. Segna Ljajic (che si beve Isla), lasciato libero di calciare dal limite. Storari nell'occasione non è impeccabile anche se il pallone assume una strana traiettoria. In trasferta è un problema, l'inizio delle partite si trasforma sempre in un incubo.

Cagliari affondato. Il Torino tiene alta la linea difensiva, fa quello che avrebbero dovuto fare i rossoblù, tenta di inaridire le fonti di gioco dei sardi, pressati appena impostano l'azione. Il Cagliari resta di sale, è in evidente difficoltà, la botta subita è troppo forte, reagire complicatissimo. Quando Iago Falque e Ljajic innestano le marce alte trovano terreno fertile perché hanno troppo spazio, godono di una eccessiva libertà. Il pressing è portato in modo disordinato e per il Toro è un gioco da ragazzi neutralizzarlo. La prima occasione dei rossoblù arriva su un errore di Hart (35') che perde il pallone su un tiro cross di Munari ma lo recupera prima varchi la linea di porta.

Sussulto d'orgoglio. L'incubo è totale quando Dessena fa un assurdo passaggio indietro, il Toro ringrazia e con Benassi mette in ghiaccio la partita. Il Cagliari, punto nell'orgoglio, va a bersaglio con Melchiorri che sfrutta un cross di Sau. Partita riaperta? La sensazione è che non sia così. La fase difensiva dei rossoblù è inguardabile. Gli errori si susseguono uno dietro l'altro.

Naufragio. Al ritorno in campo non ci sono sostituzioni ma una novità tattica: Sau si piazza dietro le punte, magari per essere più vicino alla porta di quanto non lo sia stato nel primo tempo. Ma è tutto inutile perché entrare nella difesa del Cagliari è come affondare la lama nel burro. Lo fa Baselli in avvio di ripresa scrivendo la parola fine. Anche se i gol diventano cinque per il rigore trasformato da Belotti (fallo di Tachtsidis e Dessena espulso per proteste). Il Cagliari torna a casa con la testa bassa, molto bassa. E' la quinta sconfitta in sei gare esterne e i gol sul groppone dopo dodici gare sono diventati 28. Urge una riflessione, i numeri sono impietosi.

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