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Rastelli non si tocca Il Cagliari conferma la fiducia al tecnico

di Roberto Muretto
Rastelli non si tocca Il Cagliari conferma la fiducia al tecnico

I “senatori” dello spogliatoio schierati con l’allenatore Fallito l’esperimento di Sau esterno, cresce Melchiorri

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INVIATO A TORINO. La panchina di Massimo Rastelli non corre pericoli. Non ci sono dichiarazioni ufficiali della società, ma è certo che al presidente Tommaso Giulini non è passata nemmeno per l’anticamera del cervello l’idea di esonerare l’allenatore. Il mister non gode solo della fiducia del patron ma anche della squadra e soprattutto dei calciatori che dentro lo spogliatoio contano di più per storia, personalità ed esperienza. Il compito del timoniere è quello di conquistare la salvezza senza sofferenze e magari togliersi qualche soddisfazione ad obiettivo raggiunto. Ed è qui che Rastelli si giocherà la conferma. Nel calcio non c’è niente di scontato ed è chiaro che se la situazione precipita saranno assunti provvedimenti, ma parlare di tecnico sulla graticola, allo stato attuale è completamente fuori luogo.

Mal di trasferta. Le “imbarcate” lontano dal Sant’Elia sono un problema da risolvere. La classifica, comunque, continua a sorridere al Cagliari che dopo i risultati di ieri conserva nove punti di vantaggio sulla terz’ultima. Non è poco perchè in una situazione diversa la tensione sarebbe stata alle stelle. Invece si potranno preparare le prossime gare con la necessaria tranquillità e lavorare su ciò che non va. Quello che fa riflettere sono gli errori che la squadra ripete con una puntualità disarmante. È la quarta volta che dopo 45’ la gara è già in archivio a favore degli avversari.

Sotto accusa. Quando si subiscono 15 gol in quattro partite e si ha la peggior difesa del campionato, si tende a puntare il dito sul reparto arretrato. In questo caso il discorso coinvolge tutta la squadra. Se per gli avversari “bucare” i rossoblù sta diventando facile come affondare una lama nel burro, il problema riguarda tutti i settori. A partire dall’attacco che spesso si dimentica di pressare i “cervelli” avversari, a proseguire col centrocampo che non fa filtro e allunga la squadra, a finire con la difesa che soffre se trova attaccanti veloci (Iago Falque e Ljajic hanno fatto ciò che hanno voluto, così come Belotti) senza dimenticare le “papere” di Storari, che non sta attraversando un buon momento di forma. E su almeno due dei cinque gol subiti ha delle responsabilità.

Riflessioni. «Ho visto delle cose sulle quali ho bisogno di pensare», ha detto Massimo Rastelli nella conferenza stampa del dopo gara. Una frase che potrebbe essere il prologo a scelte drastiche dopo la sosta, quando il Cagliari giocherà ancora in trasferta, a Verona col Chievo. Il mister è rimasto deluso dalle prestazioni di molti giocatori ma soprattutto da chi si aspettava qualcosa in più. Ci sarebbe poco da meravigliarsi se cambierà qualcosa.

Scelte discutibili. La gara di Torino ha detto una cosa in modo chiaro: far giocare Marco Sau esterno significa allontanarlo dalla porta e renderlo quasi innocuo. Soprattutto non gli si può chiedere di sacrificarsi in copertura perchè è normale che perda lucidità. Sau non è nemmeno un trequartista, anche se, lavorandoci, è un ruolo che può imparare. Ma “Pattolino” deve fare la punta, è quella la sua posizione naturale. Ha fatto discutere la panchina di Di Gennaro che forse avrebbe garantito una maggiore copertura e aiutato Tachtsidis, troppo macchinoso per contrastare le veloci ripartenze dei granata.

Note positive. Oltre alla classifica, Federico Melchiorri. L’attaccante sta recuperando la migliore condizione e all’Olimpico è stato l’unico che è riuscito a rendersi pericoloso, oltre a realizzare il gol della bandiera. Un’opzione importante, così come il recupero di Farias. Servirà da stimolo a chi finora ha sempre avuto una maglia da titolare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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