Fisico, atletismo e talento per una squadra solida e completa
SASSARI. L’Aek Atene è una delle mine vaganti della Champions League: dimensione europea di grande tradizione. Una squadra da non sottovalutare, ferita dalla sconfitta per 78-88 alla Oaka Olympic...
SASSARI. L’Aek Atene è una delle mine vaganti della Champions League: dimensione europea di grande tradizione. Una squadra da non sottovalutare, ferita dalla sconfitta per 78-88 alla Oaka Olympic Indoor Hall rimediata contro il forte Besiktas e desiderosa di rivincita, come vespa che fallito un attacco vuole riprovare a pungere l’avversario.
Ci sono tre vecchie conoscenze italiane nel roster guidato da coach Jure Zdovic: il playmaker Roko Ukic, ex Roma, Varese e Cantù, l’ala forte Dusan Sakota, visto a Pesaro e Varese, e il greco Kostas Vasiliadis, che nel 2009 giocò nove gare con la maglia di Montegranaro. Ed è proprio questo terzetto a rappresentare l’ossatura dell’Aek Atene. Il classe 1986 Sakota, serbo di nascita ma di passaporto greco, è la punta di diamante, almeno in riferimento alle statistiche, della squadra ateniese: primo per medie valutazione, punti realizzati (12) e rimbalzi, può giocare da ala piccola e ala grande, mani educate e tiro letale dai 6.75.
Nello starting five parte Ukic il metronomo della squadra, fisica point guard di 196 centimetri con ottima visione di gioco e spiccate doti nel gioco a metà campo. Il perimetro è l’habitat naturale del cecchino Vasialiadis, elemento che sa fare la differenza e può fare la differenza, da solo o come parte integrante della manovra di squadra. Michael Dixon, statunitense di passaporto georgiano, è combo guard di grande talento, un realizzatore con ottime doti di palleggio e capace di creare il tiro in qualsiasi circostanza. Occhio poi a Jawad Williams, lungo Usa ex Nba, elemento di qualità e sostanza, pericoloso sia nell’area colorata che oltre l’arco dei tre punti, può essere anche utilizzato da cinque tattico per consentire di aprire ulteriormente il campo. Nello spot di centro si alternano Randal Falker, pivot atletico con un’ottima propensione a rimbalzo e Dimitrios Mavroedis, il prototipo del centrone duro e cattivo, blocchi granitici e capacità di creare scompiglio sotto canestro.
Dalla panchina si alzano l’esterno Nikola Ivanovic, montenegrino classe 1993 dal talento cristallino ed un futuro da top player Europeo, e il nazionale greco Giannoulis Larentzakis. Senza dimenticare Milan Milosevic bosniaco, ottimo rollante e interprete in post basso che può giocare da numero 4 e 5. Infortunati Marc Antonio Carter e Loukas Mavrokefalidis, entrano nelle rotazioni i giovani Skoulidas e Tsalmpouris.
Giovanni Dessole
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