Linea giovane Ventura: «Acceleriamo il ricambio»
FIRENZE. La Nazionale si apre ai giovani. Per cause di forza maggiori date le numerose defezioni (Barzagli, Chiellini, Florenzi, Marchisio e Pellè in “punizione”) ma anche per forte convinzione come...
FIRENZE. La Nazionale si apre ai giovani. Per cause di forza maggiori date le numerose defezioni (Barzagli, Chiellini, Florenzi, Marchisio e Pellè in “punizione”) ma anche per forte convinzione come ha sottolineato Giampiero Ventura: «Stiamo accelerando il ricambio generazionale. Anche se poi, come sempre, sarà il campo a decidere».
Come racconta la sua carriera, il ct sa come prendere e valorizzare i giovani. Non è un caso che due che conosce benissimo come Immobile e Belotti sono fra i protagonisti del campionato: «Stanno facendo bene non solo a livello di numeri ma anche di prestazioni, non è che li devo scoprire, io li ho avuti e voluti e hanno tutto per prendersi la Nazionale». E tanti altri giovani talenti scalpitano e si stanno mettendo in luce: alcuni, come l'atalantino Gagliardini che prima di raggiungere Coverciano si è allenato con l'Under 21, sono stati chiamati per questo raduno che il ct ha allargato a 29 elementi «perché finalmente ho 4 giorni per lavorare e potremo iniziare a gettare delle basi. L'Europeo ci ha lasciato una delle nazionali più vecchie dunque ringiovanirla è quasi fisiologico, è un momento importante, stanno sbocciando molti talenti, saremmo ciechi e poco intelligenti a non prenderne atto e non sfruttarlo».
Così stavolta e nel primo degli stage in programma a Coverciano fra due settimane Ventura chiamerà tutti quelli ritenuti convocabili. E qualche nome il ct già lo annuncia: Caldara e Conti dell'Atalanta, Barreca del Torino. «Non intendo mandare al massacro nessuno né mettere fretta, per questo avrei preferito un'amichevole meno impegnativa rispetto a quella con la Germania, mica puoi andare all'università e fare subito la tesi. Comunque cercherò di valutare tutti per capire chi è già pronto, per fare questo devono arrivare veloci in Nazionale».
L'azzurro però può anche trasformarsi in occasione per riaccendere chi sembra essersi smarrito, come Zaza: «Simone sta giocando poco ma resta un capitale della nazionale»
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