L’Aek Atene passeggia su una Dinamo spuntata
Sfida a senso unico all’Oaka Arena, i greci dominano dall’inizio alla fine
Sarà anche una “coppetta”, come dicono in molti, ma le corazzate ci sono anche qua e quando le si incontra bisognerebbe farsi trovare preparati. Invece la Dinamo si presenta sul parquet dell’Oaka di Atene molle e con poche idee, resta in partita il tempo di un battito di ciglia e viene travolta (78-58) dall’Aek Atene, capolista del campionato greco. Non una “squadretta”, dunque, ma per larghi tratti della partita i sassaresi hanno fatto la figura della matricola sprovveduta e priva di mordente, più volte doppiata e crollata sino al -26 (58-32 al 27’).
Match segnato. La quarta gara del primo turno di Champions è già chiusa dopo 13 minuti. La difesa dei sassaresi fa acqua da tutte le parti (27-13 al 10’): Williams e soci fanno girare bene palla e trovano sempre un sassarese fuori posto, colpendo sistematicamente da fuori come da sotto canestro. L’Aek si ritrova a +21 (38-17) e mette il match in freezer. La Dinamo riesce ad aggiustare le difesa (nei restanti 27 minuti subirà solo 42 punti) ma l’attacco resta privo di idee, con Carter ancora una volta completamente regalato agli avversari (zero punti), Olaseni non all’altezza, una brutta serata al tiro per Lacey e Stipcevic e un Johnson Odom da 6 palle perse.
La partita. Lo starting five è composto da Johnson Odom, Lacey, Carter, Sacchetti e Lydeka. È proprio il centro lituano a segnare il primo canestro della partita, ma per la Dinamo è un fuoco di paglia: l’Aek difende duro, recupera tre palle di fila e va a canestro con estrema facilità, piazzando un break di 12-0. Pasquini chiede timeout e urla la sua rabbia in faccia ai giocatori, che reagiscono con un mini- parziale di 5-0, grazie a Sacchetti e Lacey. Stipcevic rileva un Carter impalpabile, i sassaresi restano a galla per qualche minuto (20-13), poi mollano ancora e alla prima sirena si ritrovano a -14 (27-13). La difesa sassarese fa acqua da tutte le parti, con Williams che va a canestro indisturbato e insieme a Vasileiadis costruisce un ulteriore allungo per i greci: dopo 13 minuti la Dinamo ha già subito 38 punti (a 17) e con 19 punti da recuperare Pasquini prova ancora una volta a scuotere la squadra con un timeout.
Palla a Dusko. I sassaresi trovano qualche buona difesa e in attacco per quasi tutto il secondo quarto si affidano totalmente alle giocate di Savanovic, che insieme a Sacchetti consente al Banco di risalire sul 38-22. Lo schema “palla a Dusko” però viene presto scoperto dai greci, che raddoppiano sistematicamente il serbo e in attacco sfruttano le voragini della difesa sassarese: Williams bombarda senza sosta e al 19’ una sua tripla fa precipitare la Dinamo a -23 (47-24).
Limitare i danni. All’intervallo il tabellone luminoso dice 47-26 e Pasquini inventa un quintetto cortissimo, con Stipcevic, Johnson Odom, Lacey, Devecchi e Lydeka, che produce tre ottime difese ma un solo canestro. Per risalire servirebbe ben altro, infatti Ukic e compagni cambiano ancora passo e colpiscono senza pietà (58-32). Pasquini tira fuori dal cilindro una zona 1-3-1 che non limita i danni (60-35). I sassaresi non riescono fisicamente ad avvicinarsi al canestro avversario e muovono il punteggio solo con le triple di Johnson Odom, Savanovic e Monaldi. Alla terza sirena è -22 (60-38), Monaldi accelera sino al -18 ma le sbavature in difesa e la super precisione dei greci dall’arco producono altre due triple, con Sakota e Dixon, per il 66-44. Monaldi prova a dare ordine e verve, ma in attacco arriva un serie infinita di palle perse. A 4’15” dalla sirena è ancora -26 (74-48) con Dixon che arriva comodamente sino al ferro. Pasquini chiede ai suoi di non tirare i remi in barca e provare a limitare i danni. Così, nonostante ulteriori palle perse ed errori vari, alla sirena il passivo è di 20 punti, 78-58. Poteva andare peggio, perché l’Aek sembra davvero fuori portata. Ma la Dinamo deve assolutamente migliorare.
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