Cagliari, ancora super lavoro per l’infermeria rossoblù
La squadra è settima nella classifica della iella. Se non è un alibi per i gol subiti è però un’attenuante
CAGLIARI. La squadra del record di pallonate incassate (29) è anche la settima per infortuni in A. Vorrà dire qualcosa? Forse, sì. Perché anche ai più sbadati non sfugge che se perdi, in un gruppo di 23 giocatori, quattro pedine chiave, spesso in contemporanea, a stretto giro paghi dazio. Il Cagliari "Croce rossa" va tenuto presente quando si parla di manovra, dna, attitudini. E anche per l'idea di gioco, con a rotazione sette giocatori fuori causa, vanno messe nel conto sbavature, meccanismi, raddoppi e marcature da perfezionare. Per contorno, l'obbligo di impiegare e adattare in posizioni "nuove" diversi protagonisti. Un esempio? Due: Pisacane a sinistra e Sau esterno alto.
Gli osservatori concordano: la metà di questi fattori garantirebbe un posto tra le ultime cinque in classifica. Anche perché la rosa allestita da Giulini non è studiata per i preliminari di Champions. Ma è adeguata e vale più di una decorosa permanenza in A.
Organico formato salvezza. Tra le prime tre del campionato per età media, i rossoblù hanno mestiere e conoscenza della categoria. Ma non basta. Da Storari, Alves, Isla, Padoin e Borriello serve e ci si aspetta altro. Dai nuovi (Ionita, ko quasi subito, Tachtsidis è giunto last minute) partenza a strappi. Solo Padoin e Ionita erano in ritiro a Pejo. Dopo un mese ecco Borriello, da Ibiza, Alves dagli Europei e Isla dalla Coppa America. Ovvero, preparazione affrettata, condizioni e intesa precarie. Un mix letale se si deve andare a mille all'ora fin dal via.
Hospital rossoblù. Il Cagliari riparte con Melchiorri (legamento crociato), Ceppitelli (menisco) e Dessena (frattura tibia e perone). Farias è out da quattro mesi e Capuano è di nuovo ai box. Si sono rotti Ionita a Bologna l'11 settembre (torna a gennaio), Joao Pedro in allenamento l'1 ottobre (gennaio) e Murru il 26 ottobre a Roma con la Lazio (gennaio). Più il menisco di Storari, lesione del 26 settembre con la Samp, recupero record il 16 ottobre con l'Inter. Una sfilza di piccole croci allietate dal rientro di Dessena e Melchiorri, più Farias, ricomparso sabato a Torino. Una catena da incubo. Ma, piaccia o meno il Cagliari ha nove squadre dietro, marcia in casa a ritmo da Europa League ed è a +9 dalla terzultima.
Personalità in difesa. Massimo Rastelli insiste su fase difensiva, palle inattive, distanze tra reparti, posizioni e raddoppi sulle catene di destra e sinistra, gestione del pallone in uscita. Peccato manchino quattro pedine (Isla, Tahctsidis, Alves e Barella). Ma il lavoro prosegue senza sosta e senza sconti. La squadra ha le spalle al muro. Il tempo degli alibi è finito. Con il Chievo servono rabbia e concentrazione giusta.
M.F.
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