Miceli promuove l’Olbia «A Viterbo si può fare»
Serie C, il difensore calabrese è ottimista dopo la vittoria con il Tuttocuoio «Il nostro gruppo è diventato una famiglia, gli stimoli possono fare la differenza»
OLBIA. È ora il leader della difesa dell’Olbia, per l’assenza dell’infortunato Paolo Dametto. Sarà anche capitano, per l’assenza dello squalificato Andrea Cossu. Mirko Miceli, 25 anni, calabrese, è l’uomo giusto per parlare della sfida di domenica in casa della Viterbese.
La difesa - Miceli fa coppia con il diciannovenne Danilo Quaranta - è uscita imbattuta domenica scorsa dalla sfida (vinta) contro il Tuttocuoio: non accadeva da sei turni, dal successo contro il Livorno del 25 settembre. Una soddisfazione, per il reparto maggiormente messo in crisi (e criticato) dei bianchi: ha subìto 17 reti. Un bel po’ di ottimismo per la partita di Viterbo. Miceli e Qauranta - entrambi juventini - sono chiamati a una grande prova. Anche in fase di impostazione, forse.
Proprio contro il Tuttocuoio, che usa uno schema identico a quell’Olbia, il 4-3-1-2, Miceli ha fatto il Bonucci: per saltare il centrocampo, ha fatto due-tre lanci lunghi verso Cossu, larghissimo sulla sinistra, per permettere all’Olbia di superare il blocco e giocare così sulle fasce. Potrebbe essere una soluzione utile, quando le partite si mettono male.
«Domenica ce la vedremo contro una squadra ostica, di grande esperienza e con un grande gruppo, che abbiamo già affrontato negli ultimi due anni di Serie D - dice Miceli, finito l’allenamento -. I precedenti non sono dalla nostra, ma ce la metteremo tutta per portare a casa qualche punto. La vittoria contro il Tuttocuoio ci ha fatto bene».
L’Olbia giocherà contro la Viterbese, a 20 punti e reduce da due pareggi e due sconfitte. Valutare se sia un bene, o un male, non è semplice. «Difficile dire che cosa sia preferibile, meglio non tenerne conto e scendere convinti di poter dimostrare che i nostri stimoli possono fare la differenza» risponde il difensore.
Quello che è certo è che l’Olbia andrà a Viterbo per giocare alla stessa maniera, senza snaturarsi. «La nostra mentalità non cambia - spiega Miceli -: rimaniamo sempre noi stessi anche dopo sconfitte e pareggi. Cerchiamo di imporre il nostro gioco, con la differenza che stiamo iniziando a capire che certe partite, per essere vinte, vanno giocate con più intensità e agonismo».
Due concetti, intensità e agonismo, che mister Michele Mignani voleva che i suoi giocatori apprendessero per evitare di regalare punti. Contro il Tuttocuoio è andata così. «Ci sono partite dove è possibile esprimersi palla a terra e con fraseggi stretti, altre dove, anche a causa delle condizioni atmosferiche come contro il Tuttocuoio, è necessario battagliare di più - ragiona il difensore3 -. È anche una questione di adattamento alla situazione perché poi nel calcio ciò che conta è la concretezza».
Infine, una battuta sulle sue prestazioni: dopo un inizio con qualche incertezza, le ultime partite le ha giocate senza errori, dando forza ai compagni di reparto.
«Io - conclude Miceli - cerco di dare sempre il massimo quando il mister mi chiama in causa e preferisco non pormi obiettivi diversi da quelli di squadra. Sin dall'anno scorso la società, il mister e tutti i compagni abbiamo capito che alla base di ogni successo c'è sempre un gruppo unito. Un gruppo che oggi è diventato una vera famiglia». (g.pi.)
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