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Si rivede Farias: «Cagliari sono pronto»

Mario Frongia

L’attaccante brasiliano si candida per una maglia da titolare contro il Chievo: «Non vedo l’ora di tornare in campo»

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DECIMOMANNU. Tre mesi per ritrovare forma e condizione. Scacciare acciacchi muscolari, tra postura, palestra e piscina. Diego Farias, un'assenza lunga e pesante. Per se stesso e per la squadra. Dopo i 14 gol e gli 11 assist della scorsa trionfale stagione, il trequartista è il jolly che Rastelli avrebbe voluto in queste prime dodici gare di A. «Non è stato facile venire fuori da questo momento. Ora, e dico meno male, sono uscito dal tunnel. Ho avuto una serie di ricadute, ma adesso sto bene». Parole secche, accompagnate da un filo di malinconia. Un misto di rabbia, amarezza, sconcerto. «In questi casi si deve stare tranquilli e capire che certi momenti fanno parte della vita di un calciatore».

Analisi solida. Farias è sul pezzo. Lo sguardo, dopo il rientro sotto il diluvio di gol e pioggia di sabato a Torino, va al campo. Il rientro dal 1' è dietro l'angolo. «Il Chievo? Partite semplici in A non ce ne sono. Possiamo descriverle per quello che sono: tutte molto complicate, da giocare con la massima concentrazione. Il nostro obiettivo è e rimane la salvezza». Il passo indietro è obbligato. Il numero 17, per la prossima trasferta a Verona, è candidato a una maglia da titolare. «Ci sono e voglio giocare. Intanto, perché il momento negativo è alle spalle. Poi, per acquisire la migliore condizione. Infine, per dare il mio aiuto alla squadra». Farias si concede un sorriso. Il rientro in A è un risultato che ha costruito con un gruppo speciale. «Sì, sento di poter dare il mio contributo, anche da trequartista, penso di poter giocare in qualsiasi ruolo anche nel massimo campionato. Ma ovviamente, le scelte dipendono dal mister e dalle sue valutazioni».

Il brasiliano che adora il basket traccia il percorso di avvicinamento alla ripresa del campionato. «Stiamo lavorando sodo, anche l'amichevole è stata molto utile. Da lunedì penseremo al Chievo. No, non mi va di parlare di percentuali di condizione di forma. Ripeto, sento di stare bene e per tornare al meglio c'è bisogno di giocare con continuità».

Sulle ultime disavventure con sconfitte e gol in trasferta, poche storie: «Sono ottimista e anche i tifosi devono esserlo». Si entra nel merito. Farias accelera: «Non ho particolari preferenze per i compagni di reparto: Sau, Borriello o Giannetti non fa la differenza». E non manca un passaggio su concentrazione, preparazione dei match, disposizioni in campo. «La partita di Verona decide il mister come prepararla. Noi seguiamo le sue indicazioni. Sì, certo per me il Chievo è un club speciale: sono loro ad avermi portato in Italia. Ma adesso indosso i colori del Cagliari».

Si chiude sull'atmosfera del gruppo. Farias la mette all'incrocio: «L'umore nello spogliatoio? Va tutto bene, siete voi giornalisti che fate casino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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