Il Brasile travolge l’Argentina che rischia di non qualificarsi
BELO HORIZONTE. Brasile a valanga, Argentina sempre più in crisi. La curaTite si sta rivelando vitale per la Selecao: il ct che ha sostituito Dunga centra la sua quinta vittoria di fila sulla panca...
BELO HORIZONTE. Brasile a valanga, Argentina sempre più in crisi. La curaTite si sta rivelando vitale per la Selecao: il ct che ha sostituito Dunga centra la sua quinta vittoria di fila sulla panca verdeoro nello stesso stadio, il Minerao di Belo Horizonte, in cui il Brasile conobbe una delle pagine più buie della sua storia calcistica, il 7-1 rimediato dalla Germania ai recenti Mondiali “casalinghi”. La musica è però cambiata e sotto il colpi della Selecao cade, per 3-0, un’Argentina in crisi nera e sempre più distante dalla qualificazione a Russia 2018.
La sfida nella sfida tra i due fuoriclasse del Barcellona, Neymar e Messi, ha sorriso al padrone di casa, autore del gol del 2-0 nel recupero del primo tempo e dell’assist in occasione del vantaggio brasiliano, firmato al 24’ dall’ex interista Coutinho. Nella ripresa, ci pensa Paulinho, al 14’, a mettere al sicuro il risultato. Con questa affermazione, il Brasile si conferma leader del girone in attesa di sfidare martedì il Perù, vincente per 4-1 sul campo del Paraguay, mentre l’Argentina, sesta in classifica, non potrà fallire nel match interno con la Colombia se vorrà sperare ancora in una qualificazione diventata piuttosto complessa.
Un buon passo in avanti l’ha fatto invece l’Uruguay dell’altra stella blaugrana, Suarez, capace di sconfiggere sul terreno amico per 2-1 l’Ecuador: Celeste in vantaggio al 13’ con Coates, pari di Caicedo al 44’ e, un minuto dopo, gol decisivo di Rolan. Scorpacciata di reti, infine, per il Venezuela, che travolge per 5-0 la Bolivia con tripletta della punta del Torino Martinez.
Non ha usato mezzi termini, Leo Messi, per commentare la condizione sua e della Nazionale argentina dopo il pesante 3-0 rimediato in Brasile. «Dobbiamo cambiare questa situazione di m...», è stata la forte autocritica del fuoriclasse a cui, dai commentatori, viene riconosciuto di non poter essere, da solo, il salvatore della patria. «Dobbiamo cambiare nella testa - l'analisi di Messi - Perché quando non si sta bene a livello mentale, le gambe non girano. Non possiamo cambiare quel che ormai è stato, ma dobbiamo migliorare molto, cercando di non perdere punti, soprattutto in casa».
Martedì a San Juan, l'Argentina tornerà in campo ospitando la Colombia e Messi ha lanciato un appello: «Spero che il pubblico abbia pazienza».
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