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L’Olbia prova a sfatare il tabù trasferta

L’Olbia prova a sfatare il tabù trasferta

Bianchi a caccia del primo successo fuori casa sul campo della Viterbese. Mignani perde Andrea Cossu ma ritrova Piredda

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OLBIA. Fuori dalle mura del Nespoli, ha conosciuto sconfitte (quattro) e pareggi (due), segnando cinque gol e incassandone nove. Prima o poi, anche per leggi della statistica, dovrà pur vincere... Ogni volta di dice: questa è la volta buona. Stava per succedere due settimane fa, a Como: avanti di due gol, si è fatta raggiungere sul pari negli ultimi dieci minuti. Oggi l’Olbia ci riproverà in casa della Viterbese, una squadra niente male, 20 punti, 14 dei quali colti al Rocchi, stadio in cui ha vinto quattro volte, pareggiato due volte, perso mai.

È quella di oggi, calcio d’inizio alle 14,30, una delle ultime sfide a una grande della serie C. Poi, a parte le due ultime gare del girone d’andata contro Siena e Arezzo, L’Olbia se la vedrà con quattro squadre che stanno sotto in classifica: Prato e Racing Roma una dietro l’altra in casa, Carrarese fuori, Pistoiese di nuovo al Nespoli. Quattro partite in cui i bianchi devono puntare al massimo, a 12 punti importantissimi per mettersi in una posizione tranquilla in vista di gennaio, e della riapertura del calciomercato, passaggio che anche in serie C spesso cambia i valori in campo.

Anche Michele Mignani, tecnico dell’Olbia, due giorni fa l’ha detto: «Noi dobbiamo pensare a portare a casa quanti più punti possibili», essendo la salvezza l’obbiettivo noto della società bianca al primo anno tra i prof dopo anni.

Quella con la Viterbese, almeno sulla carta, non sembra essere una delle partite maggiormente indicate per portare fieno in cascina. Eppure l’Olbia, orfana di Andrea Cossu (squalificato per somma di ammonizioni), a Viterbo giocherà per vincere; o, meglio, per provare a vincere. Non che i bianchi siano arroganti, o inconsapevoli. È che l’atteggiamento della squadra, per volere dell’allenatore, non cambia mai: che giochi in casa o fuori, contro una big o una pericolante, l’Olbia fa il suo gioco; o, anche in questo caso, più precisamente prova a imporre il suo gioco. E infatti: «A Viterbo non andiamo per cercare il pareggio» ha detto Mignani. Se poi la Viterbese si dimostrerà durante la partita nettamente più forte dell’Olbia, beh, allora si potrà optare per il male minore: ovvero, meglio non prenderle e portare in Gallura un punticino.

Si vedrà. Dipenderà anche molto da che Olbia sarà. Fuori Cossu, riecco Marco Piredda. I bianchi dovrebbero giocare con il solito modulo, il 4-3-1-2, oppure con un 4-3-3 in cui, senza il trequartista, i tre attaccanti sono chiamati a fare movimento, a scambiarsi la posizione per non dare riferimenti agli avversari. Conoscere con esattezza la formazione dalle parole di Mignani è come tentare la fortuna al lotto: le probabilità di successo non sono altissime.

Comunque vada, l’Olbia si concentrerà poi sulle quattro partite che - partendo ora dai suoi 15 punti - potrebbero portarla, vista la classifica corta, in una zona tranquilla. Nel calcio, come in tutti gli sport, niente è scontato, ma è evidente che i bianchi hanno l’occasione per segnare un solco con le dirette concorrenti. (g.pi.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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