Anche il Foligno maltratta la Torres
Gara a senso unico con i rossoblù nervosi e mai in partita
SASSARI. Anche il Foligno ha preso a calci la Torres o, meglio, quello che resta della Torres. Al Vanni Sanna è andata in scena l’ennesima farsa di una stagione che sembra destinata al fallimento dopo la miseria di undici giornate. La squadra rossoblù non mai esistita: debole nei contrasti, senza un’idea di gioco, pasticciona in difesa e incapace di costruire una sola azione di attacco. E’ vero che Guglielmo Bacci ha dovuto fare i salti mortali per sostituire gli assenti (praticamente mezza squadra) ma è anche vero che c’è un limite a tutto. Anche all’indecenza. E invece perfino il Foligno (formazione appena mediocre) si è permesso di fare la voce grossa in uno stadio abituato a ben altri spettacoli.
La partita è stata grigia esattamente come la serata. Il mister rossoblù ha riproposto il 4-4-2 con Della Guardia e Sassu centrali di difesa, Accardo a destra e il giovane Andriolo a sinistra. A centrocampo si sono sistemati Badami e Casula con Marcangeli e Gueli larghi sulle corsie. In avanti hanno giocato Mucili e capitan Varriale. Il Foligno ha risposto con un modulo un po’ più spregiudicato. Così davanti ai quattro difensori hanno agito Catanese, Iuculano e Filippo Fondi, con Felleca, Urbanelli e Merkaj in attacco.
Al via sono gli umbri a prendere in mano le redini del gioco. Urbanelli crea qualche problema a Sassu, ma è Iuculano a provare per primo la via della rete con una conclusione dal limite che passa appena alta sopra la traversa. La risposta della Torres è affidata a un calcio di punizione di Varriale che Stoppini si ritrova tra braccia. Poi è solo Foligno.
I biancoblù recriminano per un gol annullato ad Adamo (in netto fuorigioco) ma si rifanno al 25’ con un bel lancio di Pilleri che pesca Merkaj sulla sinistra. Il controllo dell’attaccante è perfetto (anche perchè Andriolo pasticcia) e la sua conclusione batte Insenna . Cinque minuti dopo la Torres potrebbe pareggiare ma non è fortunata: Varriale batte una punizione da appena oltre la linea di centrocampo e fa spiovere il pallone nell’area avversaria. Mucili e Adamo la spizzicano di testa ma la traversa e il portiere Stoppini negano il gol dell’1-1.
Al 38’ la partita va in archivio: Urbanelli recupera un pallone che sembrava perso e fila via sulla corsia di sinistra. Arriva sul fondo (forse anche oltre) e pesca il solito Merkaj tutto solo a un metro dalla porta. Il tocco è un gioco da ragazzi e all’intervallo la gara è già bella che decisa.
Al rientro in campo dopo il riposo Bacci tenta il tutto per tutto facendo entrare Scalzone (non ancora al meglio delle condizioni) e il giovane Minunzio. La squadra si schiera con il 4-3-3, ma la sostanza non cambia. Il Foligno continua a farsi preferire per intensità di gioco e per il numero di occasioni create. Al 2’ Filippo Fondi si mangia un gol già fatto alzando sulla traversa un pallone che danzava davanti alla porta rossoblù e al 7’ Insinna si esibisce in un mezzo miracolo andando a prendere un siluro di Urbanelli lanciato da Merkaj.
Poi due lampi rossoblù: al 14’ Scalzone serve Minunzio che ha la prontezza per battere a rete ma non supera Stoppini. Al 18’ ancora Minunzio “cicca” il pallone ma finisce per servire Della Guardia. La conclusione del difensore accarezza la traversa e si spegne sul fondo.
Nel finale c’è una traversa anche per il Foligno e c’è spazio per gli ultimi due gol. Al 35’ Della Guardia (già ammonito) alza il gomito e colpisce in pieno viso Urbanelli. L’arbitro - richiamato dal guardialinee - estrae il cartellino rosso e indica il dischetto. Dagli undici metri Catanese non dà scampo a Insenna. Sembra finita ma al 5’ minuto di recupero c’è un sorriso anche per la Torres. Mucili scappa a Calzola che lo atterra appena dentro l’area. L’arbitro assegna il secondo rigore della giornata e Mucili non lo sbaglia mandando il portiere da una parte e la palla dall’altra. Una soddisfazione amara per la squadra sassarese contestata anche dai pochissimi tifosi presenti alla stadio è sempre più sola sul fondo della classifica. Con sei punti in undici partite le speranze di salvezza si riducono al lumicino anche se la società continua mostrarsi ottimista e a promettere rinforzi.
Antonio Ledà
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