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Pasquini si consola: «È mancata soltanto la zampata finale»

Pasquini si consola: «È mancata soltanto la zampata finale»

Il coach biancoblù: «Devo fare i complimenti ai miei. Grande approccio difensivo, è una squadra vera»

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SASSARI. È un Federico Pasquini affatto deluso ma pieno di belle parole nei confronti dei suoi quello che si presenta in sala stampa nel dopo gara al Forum. «Peccato che sull’80-75 non siamo riusciti a fare quella difesa che avrebbe potuto cambiare l’esito della partita –dice il coach della Dinamo –. Sapevo che avremmo fatto una partita importante, vera, e d’altra parte abbiamo lavorato duro nel dopo Atene consci che quella era una parentesi dovuta a stanchezza mentale, che a Milano avremmo giocato da squadra vera. Ho capito cosa hanno dentro questi e posso solo fare i complimenti ai miei per l’approccio difensivo e alla gara».

Resta un pizzico di amaro in bocca, però. «Peccato solo che non siamo riusciti a dare la zampata finale, quella che avrebbe messo loro gravemente in difficoltà, ma andiamo avanti, sappiamo che possiamo essere questi, in grado di resettare dopo ogni gara, al di là di quelle che possono essere le risorse mentali e fisiche». Quaranta triple tentate, è quasi un record: faceva parte di un piano o è la difficoltà di avvicinarsi al canestro? »L’intenzione era quella di attaccare col gioco in pick’n roll arrivando al secondo, perchè Milano è molto brava sul primo ma poi, avendo parecchi atleti grossi e pesanti, ha difficoltà sulla prosecuzione. I tiri sono stati tanti, tanti ben costruiti, il piano è stato rispettato, peccato che a un certo punto sia mancata un po’ la continuità a canestro. Ma non aveva senso fare a spallate con loro in area».

Johnson-Odom play, guardia e anche ala piccola, scelta o necessità? «Deve giocare più ruoli, ha la struttura fisica per marcare Gentile, come ha fatto, ma può e deve portare la palla. Pensavo che contro il loro pressing potesse esser utile avere due portatori di palla. Vorrei che avesse sempre questo tipo di presenza sulla partita, lo ha fatto anche quando era stanco morto».

Nel terzo quarto è mancato qualcosa: «Tolte le prime due azioni siamo stati vivi. Ma Sanders in certi momenti è immarcabile e lo conosciamo bene, avendolo avuto da noi. Siamo stati lineari e concreti per 40’ e dò più meriti a Milano che demeriti alla Dinamo». Sarà monologo Milano? «Ha un organico che gli consente di rifiatare e la grandezza di Repesa si vede dallo spirito: chiunque (che abbia giocato 30’ o sia andato in tribuna) ha sempre lo sguardo giusto e questo è pericoloso per le avversarie». (a.palmas)

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