Tabù e rivincite: Italia-Germania non è mai amichevole
La sfida in programma domani sera allo stadio “Meazza” è la rivincita del quarto di finale del recente Europeo
MILANO. Il fascino della sfida è sempre lo stesso ma ora che a Euro 2016 il tabù è stato infranto la Germania ha fame di riallineare lo score negativo di decenni di sudditanza psicologica verso l'Italia. Martedì a Milano 36simo happening tra le due grandi avversarie, amichevole ma fino a un certo punto. Le esigenze sono diverse: la Germania fila col vento in poppa nelle qualificazioni mondiali e aspetta il test azzurro per ripassare un copione imparato alla perfezione. Per Ventura invece è un esame di maturità: dopo il flop con la Francia e il pari in casa con la Spagna sarebbe disdicevole un altro ko.
Ma con Belotti e Immobile in grande forma c'è voglia di stupire e le speranze crescono. Brucia ancora a Buffon e compagni il finale amaro di Euro 2016: la splendida cavalcata, il ko inflitto alla Spagna euro-mondiale prima di cedere, ma solo al 18simo rigore, nei quarti di finale quando sembrava che potesse proseguire l'imbattibilità. Qualche mese prima la Germania si era presa anche un'altra rivincita riuscendo a vincere un'amichevole dopo 21 anni. E l'impatto era stato traumatico perché a Monaco i campioni del mondo avevano usato la ruspa, travolgendo gli azzurri 4-1.
Sembrava un segnale nefasto per Conte che però ha lasciato un'impronta positiva con un europeo da protagonisti e i tedeschi in festa solo dopo il rigore imperfetto di Darmian. Ma se una delle migliori Germanie della storia è riuscita a imporsi con così grande difficoltà significa proprio che l'Italia è un ostacolo indigesto, per tanti anni una trappola micidiale. Il primo scheletro nell'armadio tedesco è anche la sfida più famosa: il match del secolo del 1970 all'Azteca col Schnellinger che impatta Boninsegna e schiude i supplementari, la doppietta di Mueller, l'errore di Rivera e il riscatto immediato col gol a occhi chiusi che fissa il 4-3.
Schegge della storia del calcio che proseguono col pianto di Cabrini per il rigore sbagliato nella finale 1982, poi il gol di rapina di Pablito, l'urlo immortale di Tardelli, la gioia scanzonata di Pertini per il 3-1 della nazionale di Bearzot. Passa quasi un quarto di secolo e la Germania pregusta la rivincita più dolce, nella semifinale dei mondiali in casa del 2006: ancora supplementari e ancora Italia con la gioia incredula dell'umile Grosso che schiude la finale al 119' e poi corre a perdifiato sul prato di Dortmund. Poi, tanto per gradire, nel 2012 c'è la semifinale dell'europeo a Varsavia, l' uno-due micidiale di Mario Balotelli per un 2-1 finale che traghetta l'Italia di Prandelli in una finale senza storia con la Spagna. Un'Italia imbattuta, prima di Euro 2016, nelle otto gare euro-mondiali dato che finiscono in pari le altre quattro sfide preliminari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
