Gaetano Mura in pieno Atlantico l’Equatore è già alle spalle
CAGLIARI. Gaetano Mura ha superato la linea dell'equatore. Alle 15.16 di ieri, il navigatore di Cala Gonone, per la terza volta nella sua carriera, a bordo di Italia, ha oltrepassato uno dei primi...
CAGLIARI. Gaetano Mura ha superato la linea dell'equatore. Alle 15.16 di ieri, il navigatore di Cala Gonone, per la terza volta nella sua carriera, a bordo di Italia, ha oltrepassato uno dei primi ostacoli del suo lungo giro del mondo, oltre 21 mila miglia nautiche, che lo porterà in oltre quattro mesi di navigazione a doppiare il Capo di Buona Speranza, Cape Leeuwin, in Australia, e Capo Horn per risalire in Atlantico.
«È la terza volta che supero la linea dell'Equatore – fa sapere mentre si trova in pieno Atlantico – : sono state tre esperienze molto forti della mia vita, molto diverse tra loro. La prima nel 2009 alla Mini Transat sempre in solitario ma in un guscio di noce con una barca da sei metri e mezzo. Nel 2013 in doppio con Sam Manuard alla transoceanica Jacques Vabre, la rotta come alla Mini sempre Francia-Brasile».
Un passaggio cruciale, la linea dell'Equatore, una zona di convergenza intertropicale, chiamata in gergo “calme equatoriali”, doldrums per gli inglesi e Pot au Noir per i francesi. Una zona terribile per la navigazione che si supera anche con l'aiuto delle carte e dei meteorologi: «Io lo definisco "un luogo" dove si ha l'impressione di aprire una porta e uscirne da un altra – spiega lo skipper oceanico nel suo diario di bordo – dopo aver fatto un'esperienza in un luogo unico che è li, anzi è lui e basta. Qui si alternano assenza totale di vento a groppi temporaleschi gravidi di pioggia e/o grandine con raffiche di vento che possono essere molto violente e fulmini potenti. È un luogo che incute timore e che veramente vuoi attraversare al più presto, ma allo stesso tempo ti affascina fortemente al punto tale da volerlo rivedere».
Gaetano Mura a bordo del Class40 Italia è in navigazione da 18 giorni per la sfida del record della circumnavigazione del globo senza scalo e assistenza, che attualmente appartiene al cinese Guo Chuan: tre anni fa impiegò 137 giorni.Sergio Casano
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