Serie D, squadre sarde in rivolta: senza soldi non giocheremo in continente
La Nuorese e altre sei società attendono i contributi della Regione: «Sono in ritardo, per noi è un disastro»
NUORO. Se la Regione non verserà entro breve tempo l'acconto dei contributi, previsti dalla Legge regionale n.17 del 1999, per la partecipazione ai campionati nazionali le società sarde di calcio di Serie D sono pronte a incrociare le braccia e a non disputare le gare in Umbria, Abruzzo, Toscana e Lazio. Con tutte le conseguenze del caso su classifica e regolarità del torneo. E' questa la linea dura adottata dalle sette squadre sarde dell’interregionale resa nota ieri pomeriggio dal presidente della Nuorese Michele Artedino, anche a nome dei colleghi. Lo ha fatto nel corso di una conferenza stampa convocata nello stadio Frogheri alla quale ha partecipato Sebastian Cocco assessore allo Sport del Comune di Nuoro.
Una presa di posizione netta quella dei presidenti delle società di Serie D che parte dalle voci insistenti su un possibile slittamento, a fine marzo, del versamento dell'acconto del 60% sulle somme stanziate per il 2016, pari a 98 mila euro. Il saldo dovrebbe essere versato, come sempre, a fine campionato. «Il provvedimento della Regione è stato varato con trenta giorni di ritardo – ha spiegato il presidente Artedino – e questo potrebbe far slittare il pagamento della prima rata al prossimo anno. Si parla addiritura di marzo». Il dirigente verdazzurro ha fatto notare che le società sarde non possono attendere tanto perché senza quei soldi sarà impossibile sostenere le spese per le trasferte. «La Nuorese –- ha detto – ogni volta che parte per la penisola spende non meno di quattromila euro in biglietti aerei cui si sommano le spese per gli alberghi e per gli spostamenti in pullman». In più ai tagli ai contributi regionali, passati in pochi anni da 150 mila euro a poco meno di centomila, si aggiungono le difficoltà create dalla decisioni della LND che ha inserito le squadre sarde in un girone che prevede trasferte lunghissime che spesso terminano il lunedì mattina. Da qui l'appello all'assessore regionale allo Sport Claudia Firino e al Governatore Francesco Pigliaru affinché intervengano per sbloccare la situazione e incontrino i presidenti delle squadre sarde.
Anche l'assessore Cocco ha espresso preoccupazione per quanto sta avvenendo sul fronte dei rimborsi alle squadre di calcio e alle società sportive che partecipano a campionati nazionali. «Un problema – ha sottolineato – che va inquadrato in quello più generale della continuità territoriale. Ho informato il sindaco Andrea Soddu e abbiamo deciso di inviare una comunicazione ufficiale all'assessorato regionale allo Sport per chiedere una rapida soluzione del problema».
Prima della conferenza stampa c'è sta una interlocuzione tra i dirigenti della Nuorese e Giuseppe Dessena, capo di gabinetto dell'assessorato, che ha assicurato il massimo impegno della struttura per ridurre i tempi di erogazione dei contributi. Ma le promesse non hanno rassicurato Artedino: «Stiamo pensando di sospendere il campionato e di non andare più in trasferta. Oggi qui non rappresento solo la Nuorese, ma tutti i presidente delle società sarde di Serie D. Siamo amareggiati e dispiaciuti. Ci troviamo con gli stessi problemi e nell'impossibilità di andare avanti. Con le nostre risorse facciamo già fatica a portare a termine il campionato. Se la Regione ci abbandona è la fine non solo del calcio, ma tutto lo sport sardo. Confermo che in caso di mancate risposte ci ritireremo dal campionato. L’anticipo dei contributi a dicembre è indispensabile perchè senza non potremo più andare in trasferta. So che rischiamo dei punti di penalizzazione, ma non baderemo a questo. E non importa se in estate abbiamo fatto di tutto per costruire una squadra in grado di disputare un campionato di vertice. Così davvero si rischia di uccidere il pallone»
Giuseppe Sanna
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