Cagliari, fuori l’orgoglio col Chievo niente scherzi
Sette gli assenti nella gara di oggi al Bentegodi: dubbi in difesa e in attacco
CAGLIARI. Mai come questa volta il Cagliari dovrà gettare il cuore oltre l’ostacolo. Con mezza squadra in infermeria (sette gli assenti) oggi a Verona i rossoblù hanno un compito difficile: provare a cambiare il trend in trasferta. Finora sono arrivate cinque sconfitte, quasi tutte larghe nel punteggio, e una vittoria. Un bottino magro al quale fa da contraltare il rendimento casalingo. Dei sedici punti messi in cassaforte, la squadra di Rastelli ne ha conquistati tredici al Sant’Elia. Il Chievo è un cliente scomodo, una squadra che ha qualità, organizzazione e una carica agonistica che viene raddoppiata davanti ai propri tifosi. Servirà una prestazione completamente diversa da quella col Torino se si vuole tornare a casa a testa alta e non con la faccia piena di schiaffi.
Dubbi e certezze. Munari davanti alla difesa e Di Gennaro trequartista. Sono le uniche carte scoperte dal tecnico rossoblù. Scelte annunciate nella conferenza stampa di ieri. Per il resto ci sono incertezze in difesa a centrocampo e anche in attacco. Intanto la duttilità di Padoin è un grande vantaggio perchè potrebbe essere schierato sia terzino che esterno alto. Ma molto dipenderà da Isla. Se il cileno (che ha svolto solo la rifinitura con i compagni) darà l’ok per giocare dall’inizio, è probabile che Padoin si abbassi a sinistra e davanti a lui venga schierato Barella. Salamon farà coppia con Bruno Alves al centro della difesa, Ceppitelli sarà terzino destro (Pisacane non è stato nemmeno convocato). In attacco solo Marco Sau sembra sicuro del posto, ballottaggio tra Melchiorri e Borriello per l’altra maglia. Farias partirà dalla panchina ma potrebbe rivelarsi una pedina importantissima a gara in corso.
Le parole di Maran. «Dobbiamo ripartire con l’energia giusta. Dimostrare di avere temperamento e voglia di fare risultato». Così l’allenatore del Chievo Rolando Maran alla vigilia della sfida con il Cagliari. «È una partita importante, che arriva in un momento in cui abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo. Oggi contano solo i tre punti. L’obiettivo è quello di mettersi più avversari alle spalle», ha aggiunto. Parlando degli avversari, infine, Maran ha dichiarato: «Il Cagliari ha un grandissimo potenziale e arriverà a Verona per fare un grande risultato. Ma noi dobbiamo puntare su noi stessi e non sulle caratteristiche degli avversari».
Le scelte. Il Chievo giocherà con De Guzman trequartista, alle spalle delle punte Meggiorini e Inglese. Gamberini sostituirà lo squalificato Dainelli in difesa, reparto dove gioca l’ex Gobbi. Radovanovic avrà il compito di dettare i tempi, con Castro e Rigoni esterni, abili ad attaccare gli spazi. Una squadra che fa dell’equilibrio la sua forza, ma che ha dei punti deboli: sulle corsie non ha giocatori eccezionali e la difesa soffre se viene presa in velocità. Lacune che il Cagliari cercherà di sfruttare.
Bentegodi tabù. I rossoblù non hanno mai vinto in casa del Chievo. Cinque pareggi e altrettante sconfitte nelle dieci sfide giocate. Sono, inoltre, 310 i minuti senza gol contro i gialloblù. L’ultimo lo ha segnato Astori al 5’ della ripresa della gara disputata il 28 febbraio del 2013, vinta poi dai padroni di casa per 2-1. Anche se pieno di cerotti, il Cagliari oggi proverà a infrangere questo muro.
La svolta. Nonostante l’emergenza, la squadra rossoblù sa che oggi non dovrà commettere passi falsi. Ma soprattutto dovrà evitare le brutte figure fatte a Torino (due volte) e Roma (con la Lazio). Si può anche perdere ma lottando, giocandosi fino in fondo le proprie chance. È quello che chiede la società, in primis il presidente Tommaso Giulini, che non ha gradito per nulla le ultime esibizioni esterne. Lo sa anche Rastelli. Il mister ha parlato a lungo con i giocatori, ha lavorato non solo sulla tattica, ma anche sulla testa dei singoli. Se le sue parole avranno avuto effetto lo si capirà oggi pomeriggio. Fare punti a Verona sarebbe importantissimo per la classifica (che comunque resta tranquilla) e per il morale di un gruppo solido ma che ultimamente ha perso un po’ di certezze.
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