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Cagliari, laggiù ci amano tutti

di Roberto Muretto
Cagliari, laggiù ci amano tutti

Pescara, Palermo e Crotone continuano a perdere: rossoblù a distanza di sicurezza dalla zona calda

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INVIATO A VERONA. Forse non ha sorriso, ma i risultati delle squadre che occupano gli ultimi tre gradini della classifica hanno fatto tornare il buonumore a Massimo Rastelli. A dire la verità, l’allenatore del Cagliari, sabato sera non aveva la faccia stravolta del dopo Olimpico, era più rilassato perchè nonostante la sconfitta i rossoblù hanno dato piccoli segnali di ripresa. «Inutile fare tanti giri di parole - spiega il mister -, io non sono uno che ama piangersi addosso ma così tante assenze non ce le possiamo permettere». Un’analisi corretta di un tecnico che è costretto a fare salti mortali per fare quadrare i conti.

«Se a Torino non c’è stato niente da salvare - aggiunge Rastelli - col Chievo siamo stati puniti da un episodio. È vero che abbiamo costruito poco e avuto tante difficoltà nell’ultimo passaggio, però non siamo andati in tilt come in altre occasioni. L’altro dato positivo è che abbiamo concesso poco. Purtroppo non siamo riusciti a tenere la porta inviolata ma col lavoro e il sacrificio, miglioremo anche in questo. Ho visto compattezza e determinazione da parte dei ragazzi e questo mi fa essere fiducioso per le prossime gare».

L’antidoto al mal di trasferta non è stato ancora trovato. Sei sconfitte in sette gare lontano dal Sant’Elia sono tante, troppe. Non è pensabile costruire la salvezza in casa, anche perchè se il rendimento interno dovesse subire uno stop sarebbero guai seri. «Siamo in credito con la fortuna - prosegue Rastelli - e nella mia carriera da allenatore non ho mai avuto così tanti infortuni. Su questo punto vorrei dire una cosa: è normale che mi aspetti il massimo da chi va in campo, ma è chiaro che certi giocatori non sono facilmente sostituibili. E le difficoltà crescono se si fanno male, come purtroppo è successo, tutti insieme».

La classifica non preoccupa, anche se nessuno deve dimenticarsi che il Cagliari deve prima guardarsi alle spalle e poi, eventualmente, girare l’obiettivo dall’altra parte. In serie B era la squadra da battere e se non vinceva era una sorpresa. In A il discorso è diverso, il traguardo da tagliare è la salvezza e prima viene raggiunto, meglio è per tutti.

«Domenica con l’Udinese recupera solo Pisacane. Ma perderemo Munari che sarà squalificato. I ragazzi sanno di valere molto di più di quanto non abbiano detto le ultime gare, vedo nei loro occhi la voglia di riscatto. Se sabato a Verona avessimo portato a casa un pareggio, secondo me sarebbe stato il risultato più giusto, ci avrebbe aiutato molto sul piano del morale e dell’autostima, ma sono convinto che contro i friulani faremo una grande partita».

Massimo Rastelli gode della fiducia del club (in questo momento, considerata la classifica, avrebbe poco senso metterlo sulla graticola), ma è troppo esperto per non sapere che la sfida con l’Udinese è come attraversare un incrocio pericoloso. Uscire fuori strada potrebbe avere conseguenze al momento impensabili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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