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Devecchi: occorre più fiducia ma siamo sulla strada giusta

SASSARI. La fiducia che difetta nei momenti caldi e la sfortuna che prende il sopravvento sono le due facce della medaglia nei finali più recenti delle gare della Dinamo: questo il leit-motiv nei...

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SASSARI. La fiducia che difetta nei momenti caldi e la sfortuna che prende il sopravvento sono le due facce della medaglia nei finali più recenti delle gare della Dinamo: questo il leit-motiv nei commenti del dopo Avellino. Il capitano Jack Devecchi: «Peccato, purtroppo nelle ultime partite ci manca il guizzo finale e anche un pizzico di buona sorte in alcuni episodi. Purtroppo abbiamo avuto un calo verso il finale di cui Avellino ha approfittato subito, ma noi andiamo avanti ottimisti e fiduciosi che siamo sulla strada giusta e non molliamo mai. Siamo partiti un po’ contratti, concedendo un parziale importante, forse avevamo in testa la sconfitta dolorosa col Besiktas; ma siamo stati bravi a rientrare, abbiamo preso il controllo della gara con una bella difesa, abbiamo eseguito alla grande il piano partita con cedendo poco sotto canestro ma troppo ai rimbalzi offensivi: dobbiamo essere più attenti tutti quando ci sono centri importanti come Fesenko e Cusin, partendo da noi guardie. Non parlo mai di fortuna, per me nello sport dipende dalla energia che metti in campo, ma un po’ ci sta effettivamente mancando. Noi però dobbiamo aiutarla evitando quei blackout che si pagano cari cari.

Per Diego Monaldi «in gare con avversari così forti i dettagli fanno la differenza. Abbiamo dato tutto, stavamo sopra di 8 al terzo quarto e si poteva vincere, ma siamo mancati un po’ in difesa e loro sono stati più bravi. Nei momenti difficili occorre stare compatti e lo faremo». Rok Stipcevic è stato a tratti devastante, il coach ospite ha sottolineato di aver dovuto utilizzare persino i lunghi per fermarlo. Ma la delusione è evidente: «Non è imprtanet la prestazione personale, l’unica cosa che conta è se hai preso due punti o no. Abbiamo perso tre partite, in tutte giocando bene per 38-39 minuti. Siamo stati un po’ sfortunati, anche oggi: il canestro di Cusin, la tripla di tabella dall’angolo di Randolph che succede una volta ogni 32 partite, il mio piede in attacco... Nessuno ci ha massacrato, precampionato compreso, a parte l’Aek. Dobbiamo credere in quello che stiamo facendo e avere fiducia, giocare la prossima come se avessimo vinto tutte le tre le ultime gare. Se un paio di episodi girano dalla parte giusta dici: “che partita che abbiamo fatto”. È come nella vita. Ma non bisogna pensare a quello che sarebbe potuto essere. Mi dispiace per i tifosi che credono in noi e svoglio dirgli che anche noi ci crediamo. E che tutto quello che perdi ora lo vincerai dopo».

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