Olbia, fallito l’esame di maturità
I bianchi sconfitti dal Prato ultimo in classifica: i toscani non avevano ancora vinto fuori casa
OLBIA.
Rimandati alla prossima partita casalinga. Se doveva essere un esame di maturità, l'Olbia deve ripassare dal casello delle certezze dopo aver incassato una sconfitta dall'ultima in classifica che fa molto male. Il Prato diventa improvvisamente corsaro, con le armi della grinta e della cattiveria agonistica, espugnando il Nespoli col risultato di 2-1 e infilando la prima vittoria esterna di una stagione finora da incubo. Per i ragazzi di Michele Mignani, invece, il vantaggio è che non si dovrà tornare a settembre per l'esame di riparazione, ma basterà attendere una settimana con la nuova sfida interna di domenica con il Racing Roma.
L'Olbia ha provato a rimettere il dentifricio nel tubetto, in un secondo tempo fatto di assalti e praterie lasciate agli avversari. Ma secondo la legge di Murphy, per cui se "qualcosa deve andar male, andrà male", ha preso i due gol in apertura di partita e nel momento di massima spinta alla ricerca del pareggio. Due cazzotti che hanno fatto molto male, anche se un rigore contestatissimo dal Prato (con annessa rissa ed espulsione del panchinaro dei toscani, Lorenzo Benucci) e trasformato da Kouko aveva fatto sperare nella rimonta. Ma la partita nata male è finita peggio, con tante recriminazioni e la consapevolezza di dover fare ancora molta strada prima del definitivo salto di qualità. Le premesse erano in realtà ben diverse, con l'Olbia che è scesa in campo consapevole della necessità di non doversi far prendere dalla frenesia e saper aspettare il momento giusto per colpire. Solo che il colpo è arrivato dal Prato, che dopo cinque minuti ha infilato Carboni con un inserimento di Romano mentre la difesa dei bianchi ancora si allacciava le scarpette negli spogliatoi. Una rete che ha indirizzato la partita proprio nella direzione più gradita al Prato e indigesta all'Olbia, che si è trovata davanti una difesa organizzatissima e giocatori pronti a ricorrere al fallo tattico (e a qualche ruvidezza di troppo), pur di interrompere l'ormai notorio palleggio dell'Olbia. Mignani aveva preparato la gara in questo senso, mettendo Murgia al posto di Muroni acciaccato, dando fosforo e tecnica e rinunciando a un po' di fisicità. Il gol di Antonio Romano (ex Primavera del Napoli, 20 anni) ha cambiato le carte in tavola. Da lì è iniziata un'altra partita, con il Prato a chiudere le fasce alle avanzate dei terzini e l'Olbia legata a qualche iniziativa di Cossu e poco altro. Il tabellino, infatti, registra nella prima frazione una sola occasione da gol vera per l'Olbia, con un filtrante di Cossu per Cotali, che da sinistra fa partire un cross teso al centro dove Ragatzu non arriva per centimetri. Ma è stato il Prato ad avere le migliori occasioni, con ripartenze sempre organizzate, quando prima Moncini al 41' del primo tempo e soprattutto Di Molfetta al 4' della ripresa hanno sfiorato il raddoppio. Che è arrivato puntuale al 13' della ripresa quando il solito Romano ha recuperato un pallone a metà campo e fatto partire un tracciante che si è infilato alla destra di Carboni. Con le spalle al muro, si è vista una delle migliori Olbia dell'anno. Mignani, che aveva tolto Murgia inserendo in avanti Kouko con l'arretramento di Cossu a centrocampo, ha deciso di sostituire anche l'evanescente Capello con Senesi, allargando l'esterno sulla destra, con Ragatzu sul lato opposto, in un 4-3-3 classico. Proprio da un cross da destra di Pisano, un contestato tocco di mano di Checchin ha procurato il rigore trasformato da Kouko, al primo gol stagionale. Il resto è stato un assedio, con il Prato a mettere il classico pullman davanti alla porta, ma capace ancora di pungere in contropiede e sporcare il gioco per togliere ritmo all'Olbia. I bianchi hanno sfiorato il gol del pareggio con Kouko e Piredda, ma per il Prato il neo entrato Ogunseye si è divorato un'occasione a porta vuota sparando in curva. Triplice fischio e Olbia rimandata. Al prossimo esame di maturità.
Giandomenico Mele
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