«È il momento di dare qualcosa in più»
I consigli dell’ex Michele Fini al Cagliari: «Nei momenti difficili devono venire fuori gli uomini e bisogna fare quadrato»
CAGLIARI. Con la maglia del Cagliari si è tolto tante soddisfazioni. Michele Fini è stato protagonista del fantastico girone di ritorno (stagione 2007-2008) che ha portato i rossoblù dall’inferno al paradiso, con una salvezza raggiunta in anticipo dopo un disastroso girone di andata. L’ex tornante di destra segue tutte le gare alla televisione e prova a dare una spiegazione sul rendimento double face di una formazione che in casa fa la voce grossa, in trasferta diventa timida.
Che giudizio dà sul campionato del Cagliari dopo tredici giornate?
«La serie A non è facile. Se l’anno scorso vincere era un obbligo, quest’anno bisogna ragionare in un modo diverso e mettere insieme prima possibile i punti per la salvezza».
Ma come giudica la differenza di rendimento tra le gare in casa e quelle fuori?
«Gli infortuni hanno un peso determinante. Fa bene l’allenatore a non cercare alibi, ma una squadra come il Cagliari non può permettersi di perdere sei-sette giocatori tutti insieme. Sono mancati calciatori importanti come Joao Pedro, la cui velocità nelle gare esterne avrebbe potuto rivelarsi determinante».
La difesa è sotto accusa.
«È normale che qualcosa non funziona se per gli altri farti gol è così facile. Ma non metterei sotto accusa un singolo reparto, secondo me il problema è generale. Nella fase di non possesso, evidentemente, ci sono dei meccanismi che vanno perfezionati».
Può essere un problema di personalità?
«No, perchè nella rosa ci sono giocatori importanti. Ricordo che con Sonetti perdemmo alcune partite incassando diversi gol. Il mister venne licenziato ma le responsabilità non erano sue. Noi giocatori ci siamo guardati negli occhi, abbiamo parlato e lo spogliatoio si è compattato. Da quel momento è cambiato tutto»,
Vuol dire che mister Rastelli non si tocca?
«Non sta lavorando male. Il Cagliari ha un bel vantaggio sulla zona retrocessione. È una situazione molto diversa da quello vissuta da me qualche anno fa. Massimo è un tecnico preparato. Quando ho lavorato con Lopez al Bologna lo abbiamo incontrato da avversario, il “suo” Avellino era organizzato e giocava un ottimo calcio. Metterlo in discussione adesso sarebbe un grave errore di valutazione».
Dietro vanno pianissimo, altrimenti...
«Sono certo che i rossoblù si salveranno senza problemi. E avranno fatto il proprio dovere. L’obiettivo è quello. La squadra è stata costruita bene, può contare su tanti giocatori esperti e alcuni giovani di qualità. Secondo me in serie A ci sono almeno sette-otto formazioni che tecnicamente sono inferiori al Cagliari».
Un suggerimento per il mercato di gennaio?
«Sono d’accordo con quanto ha detto nei giorni scorsi il presidente Giulini, gli acquisti saranno il recupero degli infortunati. Non è una squadra da stravolgere, forse servirà qualche piccolo ritocco».
Domenica arriva l’Udinese e sarà una partita delicatissima. Come la si prepara durante la settimana?
«Nella situazioni difficili oltre al calciatore deve venire fuori l’uomo. La concentrazione deve essere al top e in campo va dato qualcosa in più che va oltre l’aspetto tecnico e tattico. In questi casi entrano in ballo l’attaccamento alla maglia, la voglia di sacrificarsi, l’unità del gruppo, che non vuol dire essere amici ma aiutarsi uno con l’altro in campo. È questo lo spirito che deve emergere se vuoi vincere una partita che non puoi fallire. Io ho fiducia nel Cagliari, sono sicuro che con l’Udinese tornerà alla vittoria».
Ha visto Barella? Qual è il suo giudizio su un ragazzo a cui tutti pronosticano una carriera di spessore?
«Mi ha colpito la personalità con la quale tiene il campo. Non ha paura, contrasta e non si emoziona se si trova dava nti giocatori importanti. Non è una cosa normale per un ragazzo della sua età, significa che ha stoffa. Vuol dire che ha quel qualcosa in più che serve per emergere. Non va caricato di responsabilità, bisogna ricordarsi che se commette delle ingenuità rientra nella crescita. Anche io sono dell’idea che farà una bella carriera. Ha tanti estimatori, viene seguito con attenzione da diverse squadre, il Cagliari farà bene a blindarlo per il futuro.
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