«L’approccio sarà ancora decisivo»
Coach Pasquini: «Ci manca qualcosa, ma non siamo lontani»
SASSARI. «Se avessimo perso di 20 punti contro tutte le squadre di prima fascia che abbiamo affrontato avrei un altro tipo di problemi. Invece è evidente che ci manca qualcosa ma non siamo poi così distanti dall’obiettivo. E per questo sono proprio incazzato». Federico Pasquini va dritto al cuore della questione. A poco più di 24 ore dal ko contro Avellino, e a un giorno dalla sfida di coppa contro i tedeschi del Mhp Riesen, il coach biancoblù prova a riordinare le idee e ad analizzare la situazione. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, contro le squadre di prima fascia, sia di campionato che di coppa la Dinamo è arrivata sempre a giocarsela all’ultimo tiro, o quasi.
«La situazione è proprio questa – spiega Pasquini –: non sarei rammaricato se avessimo perso con un grande scarto con tutti, e il mio fastidio è notevole perché è evidente che non parliamo di grandi lacune tecniche o tattiche. Sono abituato a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, altrimenti non farei questo mestiere. Penso alle partite contro Reggio Emilia, Milano, Besiktas, Avellino, ed è normale che mi infastidisca. Ragazzi, non ce la possiamo raccontare: questa è una squadra ha i mezzi per poter competere, ci manca qualcosa, penso più a livello mentale che altro. Dobbiamo ragionare fare in modo che i -1 o i -5 diventino +1».
Il ko contro Avellino mette in qualche modo in discussione i progressi fatti contro Milano e Besiktas? «L’equilibrio che si riesce ad avere tra una prestazione e l’altra – dice il coach della Dinamo – è un elemento che fa la differenza tra un gruppo che vuole essere una grande squadra e un gruppo che vive una stagione fatta di alti e bassi. Sono molto contrariato per il fatto che nella partita contro Avellino siamo mancati su due cose che pensavo fossero alla base del nostro piano gara: e cioè l’approccio, perché volevo che ci fosse un approccio “libero” dalle scorie del dopo-Besiktas; e il finale di partita: speravo e credevo che la tanta fiducia che Avellino ha acquisito grazie alle tante partite vinte all’ultimo tiro fuori casa, sarebbe stata battuta dalla nostra dalla nostra forza di volontà e dalla nostra voglia di riscatto. Evidentemente ci manca ancora qualcosa per potere reggere sino alla fine l’urto di squadre forti come Milano, Besiktas o Avellino. Se in queste tre partite, che pure hanno avuto un andamento tecnico-tattico differente, si sono chiuse in modo simile, con questa difficoltà di mantenere la lucidità nel finale, significa che ad oggi non siamo ancora a quel livello. Dobbiamo continuare a lavorare ancora molto per raggiungerlo».
Quella con Ludwigsburg è una partita fondamentale per il cammino in Champions. «È una gara molto importante – conferma Pasquini – ma anche una gara che ci deve dare molte risposte. Dobbiamo portare a casa il risultato, contro una squadra particolare, con un asse play-pivot di altissmo livello e una serie di giocatori intercambiabili che vanno dal 2 al 4, tutti molto atipici. È un gruppo che apre molto il campo, gioca con grande intensità e pressa a tutto il campo per 40 minuti. Sarà molto importante l’approccio: nelle ultime due partite di campionato loro hanno perso contro Berlino perché l’Alba ha avuto un grande approccio, mentre in Champions contro l’Aek hanno vinto perché i greci hanno avuto un approccio troppo soft».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

