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IL PRESIDENTE

«Orgoglio e identità, sono valori che sento miei»

«Orgoglio e identità, sono valori che sento miei»

CAGLIARI. «Le parole non servono. Il campo chiama, ognuno di noi si prenda le proprie responsabilità, ci attende una partita molto impegnativa». Tommaso Giulini prende il toro per le corna. Legni,...

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CAGLIARI. «Le parole non servono. Il campo chiama, ognuno di noi si prenda le proprie responsabilità, ci attende una partita molto impegnativa». Tommaso Giulini prende il toro per le corna. Legni, arazzi, marmo e quadri del Parlamento isolano incorniciano la stretta di mano tra Cagliari e Consiglio regionale. Il presidente rossoblù fa un passo indietro. «Negli anni '70, quando il Cagliari di Riva vinceva lo scudetto, mio padre Carlo Enrico avviava a Macchiareddu la Fluorsid. Siamo sbarcati nel Gerrei, negli anni '50, per le miniere di fluorite». Giulini, spilla d'oro con i quattro mori al bavero, si rilassa. Per la squadra e la sfida interna con l'Udinese, c'è tempo. Ma neanche tanto.

Presidente, cosa lega la storia imprenditoriale e sportiva?

«I valori. Mio padre ha sempre battuto su umiltà, coraggio e onesta. Prendendo il Cagliari restituisco un po' di quel che ci ha dato questa terra. Ambasciatori della Sardegna e club di tutti i sardi».

Qual è la sensazione principale?

«Di orgoglio. Noi proteggiamo valori sportivi e identità. Tradizione e storia al Cagliari vanno assieme. Le trenta società dilettantistiche affiliate, il decimo posto per tifosi in A, cinque squadre nei campionati nazionali, un seguito in B di quindici milioni di spettatori, 200 milioni di contatti stampa e cento sui social: numeri che spiegano perché siamo soddisfatti e orgogliosi».

Lo scambio delle maglie e i doni con i presidenti di Giunta e Assemblea regionale cosa significano?

«Sinergie durature su più fronti. Penso all'intesa sul progetto stadio. Fin dalla riapertura del Sant'Elia nel 2014 abbiamo avuto conferma di aver aperto un circuito virtuoso nelle relazioni con le amministrazioni. La Variante del Puc sull'impianto provvisorio dei giorni scorsi ci tranquillizza. La prossima primavera parte il cantiere. Ci giocheremo tre anni così che nel 2020, per il centenario, sia disponibile il nuovo impianto».

Stadio, e poi?

«Lavoriamo con passione e impegno con la Regione per valorizzare e diffondere il marchio Isola, degli artigiani sardi. Eccellenze che grazie al marketing trovano risposte sui mercati. Un progetto che dà lustro alla Sardegna».(ma.fr.)

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