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Accordo tra i club di serie A, la torta è grande e “sfama” tutti

MILANO. Per la prima volta da quando il decreto Melandri del 2009 ha rivoluzionato il meccanismo di vendita e ripartizione dei diritti televisivi, la Lega Calcio Serie A si è trovata compatta nella...

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MILANO. Per la prima volta da quando il decreto Melandri del 2009 ha rivoluzionato il meccanismo di vendita e ripartizione dei diritti televisivi, la Lega Calcio Serie A si è trovata compatta nella distribuzione delle risorse. «Questa è una giornata molto positiva perchè abbiamo approvato all’unanimità, cosa che va sottolineata, sia la ripartizione dei diritti televisivi per l’anno in corso e il prossimo, sia le linee guida per gli inviti ad offrire i diritti tv del triennio 2018-21 - ha commentato al termine dell’assemblea il presidente della Lega Serie A, Maurizio Beretta -. È evidente che c’è una particolare soddisfazione ed è significativo il clima costruttivo che ci ha portato ad ottenere un risultato così condiviso e votato da tutte e 20 le società di serie A».

L’accordo terrà conto dei criteri già utilizzati nella ripartizione delle risorse fino allo scorso anno - classifica, bacino d’utenza e storico dei meriti sportivi -, conferma il cosiddetto «paracadute« per le formazioni retrocesse fino ad un massimo di 60 milioni di euro, mentre la quota incrementale di 25 milioni per la stagione in corso e di 50 milioni per la prossima, sarà divisa per il 40% tra tutte e 20 le squadre di serie A (circa 500 mila euro in più a testa) e il restante tra le formazioni che si qualificheranno tra il quarto e il diciassettesimo posto in classifica, visto che le prime tre potranno godere dei proventi derivanti dalla qualificazione in Champions League, mentre le ultime hanno il «paracadute». «Le squadre si sono inoltre impegnate ad approfondire eventuali ipotesi di riforma della distribuzione dei proventi televisivi per il triennio 2018-2021 - ha aggiunto Beretta -. Oltre a questo impegno, resta comunque l’accordo odierno che dà certezze alle società».

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